(Questo è un diario che scrivo in preda agli stati d'animo, sono ammessi i "refusi" non le critiche sterili...Questo è il mio mondo parallelo.... Accomodatevi senza far rumore)

L’inchiostro è silenzioso solo il foglio può udirlo. Lui non vede me legge il mio io.
"Scrivere è un bisogno intimo e personale che nasce dal desiderio di proiettare se stessi in una dimensione che non sia solo la propria, ma parte di un contesto universale. Pubblicare, invece, nasce dal bisogno di donare al mondo quella parte di sé che ne è l'anima, o che dovrebbe esserlo, in contesto universale in cui non esiste il singolo ma i molti, in cui il valore principale dovrebbe essere la versatilità del singolo nel multiplo."
E sarò sbagliata, come tutti quelli che hanno osato essere diversi, o semplicemente sono riusciti ad essere se stessi....
L’essere non è altro che la presa di potere del sentire sul pensare…..Ho sempre provato pena per quelle anime che si sono lasciate vivere senza mai viversi....(Rosa Maria)


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domenica 30 novembre 2014

DENUNCIATA PER ONESTA'


Nel paese della bugia la verità è una malattia (G.Rodari)


Apro cosi la vicenda che mi vede coinvolta ma che riguarda tutti..la storia di un paese, il futuro di un paese e dei suoi figli.
Questa sera sono stata in caserma dai carabinieri a dare le mie generalità e firmare il verbale di denuncia a mio carico per calunnia. Come ho fatto presente in assenza di un avvocato,come ho detto tempo fa in questa sede, ribadisco: I MIEI PENSIERI NON SONO IN VENDITA..RIFIUTO IL COMPROMESSO MORALE..E AFFERMERò FINO ALLA MORTE LA VERITà. Tempo fa un commerciante di zona,lo stesso che ha sporto denuncia contro di me, iniziò a pubblicare su facebook,ripetutamente,la suddetta frase (con tanto di logo dell'azienda) "Da settembre nuovi arrivi autunno inverno da catalogo 2014 al 50% " Giubbotti al costo di realizzo." L'azienda tirata in ballo è la stessa alla quale ho fatturato quasi 20 mila euro e della quale sono l'unico rivenditore autorizzato in zona..A quel punto sulla mia bacheca,senza fare nomi, scrissi di stare attenti alle truffe e ai venditori di fumo,che spacciavano giacenze che avevan fatto il giro di chissà quanti magazzini e di dubbia provenienza per collezioni attuali al 50%. La moglie del suddetto sentendosi tirata in ballo commentò con arroganza,asserì al fatto che io fossi invidiosa e che a lei davano tutto perché pagava in contanti..le consigliai di comprare la dignità che in contanti non la davano e le feci presente che la correttezza e la professionalità si guadagnano,non si comprano. La stessa, credo per la vergogna, qualche ora dopo eliminava da facebook tutti i commenti e i link compromettenti sul prodotto che l'azienda non aveva fornito e che loro dichiaravano di dare al 50%...scrivendo nel suo profilo che un pirata informatico si era impossessato del suo account e di quello dell'esercizio commerciale del marito e che loro erano estranei a commenti e scritte varie..casualità io che sono una che per il giusto parla troppo,tempo prima ero stata vittima di una segnalazione a facebook in cui si affermava che il mio profilo era fittizio o era stato violato, per riaverlo dovetti inviare copia della carta di identità e mi fu riattivato dopo giorni,circa una settimana..lei come faceva a riaverlo dopo 2 ore? Mi rivolsi a Camilleri attraverso i libri del commissario Montalbano che mi disse di giocare o jucu da virità..picchì dui chiù dui quattru facia...sicché nessun magistrato potrebbe dar valido simile alibi..che non reggeva in piedi...Oggi suddette persone,nella persona fisica dell'essercende titolare di un negozio di abbigliamento per bambini mi hanno denunciato per calunnia,poiché ho anche distribuito l'informativa sui prodotti contraffatti invitando la gente a comprare in maniera responsabile e consapevole,perché un paese senza una classe industriale non produce..e tra 20 si corre il rischio di essere dipendenti pubblici senza stipendio o disoccupati senza indennità,poiché le aziende chiudono o evadono il fisco e lo stato non incassa soldi.
SONO CONTENTA DI ESSERMI BECCATA UNA DENUNCIA PER ONESTA CIVILE,ETICA E MORALE..E STO QUI A SCRIVERLO,NONOSTANTE QUESTA CONVERSAZIONE VERRà PORTATA IN TRIBUNALE CONTRO DI ME...
SOTTOSCRITTO E FIRMATO. Rosa Maria, titolare dell'azienda Roba da Matti madre di due figli...che non tace PER I FIGLI DEL PAESE...PERCHé LA MIA TERRA LA VOGLIO LIBERA..A TUTTI DICO: USCITE DAL SILENZIO,DA QUELLA CULTURA OMERTOSA CHE NEGLI ANNI HA FATTO SI CHE LA SICILIA NON CRESCESSE...IL SILENZIO è MAFIA E LA MAFIA SE TACIAMO SIAMO NOI....

giovedì 6 febbraio 2014

...

Era una notte gelida ma non tremavo per il freddo.Da dietro il vetro osservavo il cielo stellato, raggomitolata sulle mie ginocchia, nuda e immobile, il brivido dell'istante scorreva ancora sulla mia pelle.Non tremavo per il freddo...avevo i brividi per l'ardore di quell'attimo e per ciò che sarebbe arrivato da lì a breve: l'alba su di noi. La notte stava per finire e con lei il nostro sogno d'amore. L'alba era alle porte, un nuovo giorno e una storia vecchia...troppo. La realtà stava per spezzare la magia di quell'incantesimo. Raccolsi i jeans e li indossai; rivestirmi era una cosa che odiavo perché significava rientrare nei miei panni. Nessuna tenerezza, nessun attimo di cedimento..niente parole, solo il silenzio accompagnò quell'istante che ci riportava con i piedi per terra.Lui tra i due era quello meno razionale, riusciva a  credere che ci sarebbe stata una possibilità anche per noi; io, invece, ero quella cinica: nessun impegno, nessuna promessa..solo qualche attimo...La realtà, i doveri...e poi un attimo rubato al tempo, nel quale come due ladri ci saremmo scambiati l'amore..


martedì 24 dicembre 2013

...

Non credevo più alle sue parole, sapevo che non si sarebbero mai accompagnate ai fatti, ma ogni qual volta lui mentiva io tacevo...Non un gesto né una parola..Sentivo il suo cuore sul mio, mentre i nostri corpi confluivano in un tutt'uno, e lo immaginavo su di un'altra, ancora un'altra volta..Al contrario delle mie le sue gelosie erano infondate, avrei voluto alimentarle ma non riuscivo a ferirlo, così continuavo a graffiarmi la pelle..Sapevo tutto della sua vita e delle sue storielle ma fingevo di esserne allo scuro, un po' per illudermi e un po' per colpevolizzarmi...Quella sbagliata ero io, in casa mia così come nella sua vita..Stavo sempre nel posto sbagliato al momento giusto, per questo ero in più nonostante il mio non essere da meno. Avevo ucciso il mio amor proprio, calpestato il mio essere e sminuito la mia persona, pur di non distruggere l'idea che avevo di lui e l'idea di giusto che aveva il mondo..Ero sbagliata nel giusto e in torto nella ragione, ma ero fatta così più per dare che per ricevere.

domenica 22 dicembre 2013

Una luce tenue e un profumo pacato tra l'acqua di rose e la lavanda, i colori e gli odori della mia infanzia...Ogni pomeriggio scendevo da nonna, mi sedevo di fronte a lei e giocavamo con le carte a scopa. Una sedia tra noi due faceva da tavolo, proprio davanti al balcone, così che nonna vedesse meglio. Era anziana e sofferente, non poteva star dietro a dei bambini ma trovava sempre il modo di tenerci con lei... Erano giochi poveri, molto più belli del nintendo, anni 90, che avevo a casa, dei pupazzi o delle barbie..erano giochi genuini: lina lina zoppa zoppa.. e i ditini che si incrociavano... Nonna mi prendeva la mano e ci raccontava di come giocava quand'era bambina e di come l'infanzia a quei tempi fosse molto diversa, poi chiamava la zia e le diceva di darci il pane fatto in casa, o il rosso dell'uovo, perché eravamo magroline e mangiavamo troppo poco...La zia ci preparava l'uovo con lo zucchero o la crema pasticciera.. ne andavo pazza e mangiavo, forse per far contenta nonna o forse perché le attenzioni aprono il cuore così come l'appetito...In estate ci trasferivamo tutti in campagna da zia...Sono legati a quegli anni i miei ricordi più belli. Il verde, la paglia... le balle di fieno su cui mi stendevo proprio come Heidi ... I pulcini colorati e la pecorella bianca che lo zio prese perché volevo una capretta come Heidi... Nuvola la chiamammo...ricordo che le davamo il latte con il biberon ed ero contenta..Anche il nonno è stato un grande uomo..rigido, forse con i figli, ma nonno con noi..Quando papà si ammalò era anziano..anche il senno iniziò a venirgli meno..ricordo che non gli rinnovarono la patente, per la vista e gli anni, cosi per la distanza tra le nostre case guidava lo stesso,senza patente.,Ricordo che lasciava la macchina dietro la pretura e faceva la rimanete strada a piedi..14 anni fa i posti di blocco, in genere, stavano tutti più su'..cosi mai nessuno lo beccò alla guida senza patente...Oggi mi domando dove fossero gli altri..mentre mio padre e suo padre cercavano di proteggerci..dal cancro..e ancor prima dalla vita..
La mia infanzia è stata genuina, vera, bella... diversa poi la mia vita.. Il tempo mi ha tolto le persone più care ed io sono andata via, forse per fuggire alla morte dell'anima...sarei dovuta restare..rimanere accanto a quelle persone che mi avevano cresciuta..ma non ce l'ho fatta..la voglia di lasciarmi tutto alle spalle era più forte di quella di restare a guardare..Cosa potevo fare...ero troppo giovane e ingorda..e quando tornai sola e con  con due bambini troppo piccini... Le persone che hanno fatto la mia infanzia sono state i miei nonni, paterni e materni, gli zii da parte di mamma e la zia da parte di papà... Ora di papà non è rimasto più niente e nessuno...sono tutti angeli che mi sussurrano di non mandare tutto a puttane..Ora sono grande  ora devo rendere loro quello che loro hanno dato a me...


Era casa mia...la casa dove avevo trascorso la mia primissima infanzia...A sei anni quando andammo via, nonna dal piano di sotto si affacciava sulle scale e chiamava me e mia sorella. Continuò a chiamarci per anni, per altri due, finché non si spense e con lei tutto il resto..Ora era un po' vecchia, disabitata da anni,ma continuava a conservare la sua magia..Piccola e accogliente sapeva di casa...di casa mia...Agli angoli del soffitto si intravedeva un po' di muffa e qualche rubinetto era gocciolante, ma era bella, era casa...
Mi rividi bambina, seduta sul divano a guardare la tv; non andavo mai a letto se papà non era rientrato, a volte crollavo su quel divano, ma aspettavo con ansia il suo rientro...Si sedeva con me e giocava ai giochi più buffi...neanche da bambina amavo la "normalità"... All'angolo destro della parete vi stava il mio banco scuola, scrissi li le mie prime rime...Non era come quello dei giorni odierni, 24 anni fa erano simili ai banchetti di scuola, marrone satinato con un porta penne nero, rivoltandolo vi era una lavagna, niente cose digitali..andavamo di gessetto e fantasia...liberi di disegnare o scrivere le cose più strambe... Ora la casa era vuota, vecchiotta e un po' umida...riaverla era la sfida e metterla a nuovo il lavorone...Forse ero l'unica realmente legata a quel luogo..piccolo e accogliente, di cui altri ne rivendicavano l'affetto e il diritto..e di cui io ne chiedevo la resa..perché per me era molto di più di una casa..Era la casa del padre..

(Inedito Quel che mi resta di te)


mercoledì 11 dicembre 2013

Lettere a mio padre

E poi ti ritrovi a fuggire persino dall'uomo che ami, perché dalla vita hai imparato che i legami di sangue o d'affetto hanno spesso alla base un interesse...La gente vuole "fotterti", in un senso o in un altro..Chi ti da ragione, chi ti dice ti amo...nessuno si tira indietro quando c'è da dire le cose, ma nella realtà quando c'è da sistemarle sei sola e nell'ultima fila. La verità è che non te ne fai niente delle parole. Che dopo un po' queste diventano assordanti e non distingui più chi dice qualcosa da chi parla e basta.La verità è che le parole hanno un senso logico ma non compiuto finché rimangono tali. La verità è che tutto necessita di concretezza. Anche l'amore ha bisogno di certezza e non di approssimazione. Ti accorgi che mentre corri e ti disperi, perché tutto vada al suo posto, al posto tuo ci sono altri e tu non hai il tempo di stare accanto a chi ami, come non hai la possibilità di entrare in possesso di ciò che ti appartiene.La verità è che la gente si piazza nelle case così come nei cuori con prepotenza e strafottenza, e se ne fotte se tu rimani fuori, sola, al freddo e al buio. La verità è che le persone se sei buona ti prendono le misure..Che brava sarta che è la vita!!! Ti cuce un abito addosso e pretende che tu lo indossi anche quando ti sta troppo stretto. Ma c'è un'altra grande verità: tu non hai paura di spogliarti..di toglierti di dosso l'apparenza e il ruolo che altri ti hanno imposto. Papà non sono un uomo, non mi riesce neanche tanto bene farlo...L'altro giorno ho frugato tra la tua roba, cercavo qualcosa di tuo che mi riconducesse a te e che mi spianasse anche un po' la via. Ero troppo piccola e ora molte carte sono quasi illeggibili, ingiallite dal tempo, che non risparmia niente ma tiene in piedi reputazioni dalla coda di paglia... Ha ragione chi dice che sono proprio come te...Tanta gente ti porta ancora sul palmo della mano ma altri ti nominano invano...gli ho fatto togliere il vizio. Papà le teste calde e mezze matte come noi non hanno vita facile..la verità,la lealtà e l'onesta hanno tanti amici ma anche qualche nemico. I tuoi oggi sono diventati i miei. Il tempo ingiallisce le carte ma porta a galla i ricordi. L'inconscio è un po' come il letargo di un orso, quando questo si sveglia le lepri scappano. Ho intenzione di regalarti la partita, la stessa che la vita ti ha impedito di finire... Quel rigore ormai devo tirarlo io...e pensare che volevi un figlio maschio!!! Dopo 14 anni di  ricostruzioni, mattone su mattone,  so chi è lui... quello che ti rubò la partita con un fallo che il giudice di gara non notò ma che a noi due non sfuggì... Ahi ahi..quante cose mi dicevi tra le righe di un racconto... e le note di una canzone... Che strana la vita: ho pagato le pene di Eva e tu quelle di Caino...ma ora è il tempo di riscuotere..Ora è il nostro tempo papà... Il figlio maschio non ti è arrivato, la vita ti ha tolto il tempo ma ti ha dato una figlia matta tanto quanto te.. forse di più..e poi hai un bel nipotino. E' un asso nella manica, tra qualche anno lo tiro fuori: scala reale...gli impostori devono scendere dal trono... Papà hai anche la nipotina, furbetta e mattarella.... non ti manca nulla, dunque stai tranquillo io ho te in cielo e tu noi sulla terra... Un abbraccio papa alla prossima lettera.



mercoledì 27 novembre 2013

Cosa vedi, dimmi?»
«Vedo delle persone».
«Uomini o donne? E di che nazionalità e ceto sociale?»
«Non lo so, vedo solo delle persone. Da qua non riesco a distinguerle».
«Vedi bene. Sono solo delle persone. Sai perché non riesci a distinguerle?»
«No, perché?»
«Questa è la ruota della vita da qua su vedi il senso, tutto il resto è un misero dettaglio».

(Tratto dal racconto Un angelo a Kabul di Rosa Maria..Edito nel libro No alla guerra Si alla vita..In ricordo di Jacopo Edizioni C'era una volta.