L’inchiostro è silenzioso solo il foglio può udirlo. Lui non vede me legge il mio io.
In questa sezione trovate gli stralci dei miei diari.
Lettere a mio padre è un “gioco” che inizia nel lontano
1999, anno della sua morte, e che negli anni ha trovato il suo perché d’esistere.
Con mio padre ho
intrattenuto i migliori dialoghi della mia vita, dopo la sua morte, allora, ho
iniziato a scrivergli, l’inchiostro è silenzioso solo il foglio può udirlo, lui
non vede me legge il mio io.
Conosco me stessa raccontandomi a lui, conosco il mondo con
la riflessione, i ricordi sono frammenti che si ricompongono, cosi le sue
parole riemergono e i suoi insegnamenti rimangono presenti nel tempo.
Le lettere non seguono un ordine cronologico, sono scritte
in memoir, cioè si basano sulla memoria dei ricordi, quella emozionale, non
cronologica dunque. La frequenza in cui sono state scritte varia dagli stati d’animo
che hanno accompagnato la mia vita, dunque ci sono periodi di silenzi che si
alternano a periodi di lunghi dialoghi. Qui difficilmente troverete una lettera
scritta interamente, più che altro troverete pensieri che ho voluto
condividere.
Perché condividere cose cosi intime con il mondo? Sono certa che ve lo starete domandando.
"Scrivere è un bisogno intimo e personale che nasce dal desiderio di proiettare se stessi in una dimensione che non sia solo la propria, ma parte di un contesto universale. Pubblicare, invece, nasce dal bisogno di donare al mondo quella parte di se che ne è l'anima, o che dovrebbe esserlo, in contesto universale in cui non esiste il singolo ma i molti, in cui il valore principale dovrebbe essere la versatilità del singolo nel multiplo."
Sono fermamente convinta che il “mondo” debba di ritrovarsi,
per farlo la gente ha bisogno di leggere cose vere, emozioni, dolori, sentimenti
, tutto ciò dove può rivedersi e/o con
cui può emozionarsi…
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