(Questo è un diario che scrivo in preda agli stati d'animo, sono ammessi i "refusi" non le critiche sterili...Questo è il mio mondo parallelo.... Accomodatevi senza far rumore)

L’inchiostro è silenzioso solo il foglio può udirlo. Lui non vede me legge il mio io.
"Scrivere è un bisogno intimo e personale che nasce dal desiderio di proiettare se stessi in una dimensione che non sia solo la propria, ma parte di un contesto universale. Pubblicare, invece, nasce dal bisogno di donare al mondo quella parte di sé che ne è l'anima, o che dovrebbe esserlo, in contesto universale in cui non esiste il singolo ma i molti, in cui il valore principale dovrebbe essere la versatilità del singolo nel multiplo."
E sarò sbagliata, come tutti quelli che hanno osato essere diversi, o semplicemente sono riusciti ad essere se stessi....
L’essere non è altro che la presa di potere del sentire sul pensare…..Ho sempre provato pena per quelle anime che si sono lasciate vivere senza mai viversi....(Rosa Maria)


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lunedì 6 luglio 2015

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Questa notte sono stata con un altro uomo, forse nessuna donna avrebbe il coraggio di dirtelo, per orgoglio, pudore, o per quel vago senso di appartenenza all'altro che continua ad accompagnarci nel tempo (anche quando l'altro non ci vuole più) e ci fa sentire in colpa se diventiamo la donna di un altro.

Una volta ti feci una promessa, ti dissi che tra di noi nulla sarebbe mai stato taciuto, ed ecco che oggi la rispetto, anche se non fu siglata da un sacramento, da una fede al dito o da un ciondolo a metà. Quella promessa la feci al mio cuore e oggi,come ieri,continuo a parlarti con lo stesso in mano.
E' iniziato tutto per un mio capriccio, per dimostrare a me stessa che il mio corpo poteva ancora essere attraente, se non per te, per un altro uomo.
La bellezza è un'arma a doppio taglio, a volte nel ferire chi la subisce uccide chi la possiede. È un complesso armonico: immagine e essenza. Ma spesso bellezza e intelligenza collidono anziché fondersi. Le donne belle e intelligenti raramente sono armoniche. Difficilmente trovano un equilibrio. Sempre "costrette" a stare sul piede di guerra, a uccidere la propria immagine per affermare il proprio essere. Nella vita mi è capitato di tutto, tranne che un uomo non mi trovasse più attraente, come era accaduto a te. Volevo che mi desiderasse, che impazzisse dalla voglia di avermi. Volevo far pagare a lui i conti in sospeso con te. 
Dopo cena lo invitai a salire da me per un drink, non so neanche da dove mi uscì fuori tutta quella intraprendenza..generalmente sono più impacciata con gli uomini, tranne quando metto in atto i miei giochi di seduzione, ma era la prima volta che non lo facevo al bancone di un bar o nella pista di una discoteca e solo ed esclusivamente per attirare l'attenzione di un altro. 
Dopo il drink con una banale scusa lo spinsi verso la camera. Portare un uomo in camera da letto è un gioco semplicissimo. 

“Queste scarpe sono terribili. Adoro i tacchi a spillo, conferiscono sempre un tocco di sensualità al vestito e di conseguenza all'immagine. Ma devi sapere che sono terribili. Una sofferenza che voi uomini non capirete mai. Ho bisogno di toglierle.” dissi mentre mi recavo in camera da letto. Lui ovviamente mi seguì. 
Posso? Domando. 
“Mettiti a tuo agio – risposi- mentre seduta sul letto mi sfilavo la scarpa e iniziavo a massaggiarmi le gambe. “Ho i muscoli tutti irrigiditi. Ti dispiace se mi distendo un po?” dissi.

Lui mi guardò stupito, non aveva mai visto in me la donna intraprendente che ora si trovava davanti, ma nonostante ciò continuò a vedere la vera donna che si trovava davanti. Nascondere me stessa è un gran casino, potrei fare qualunque cosa, ma nulla servirebbe a farmi apparire diversa da quella che sono. Mi distesi di fianco sul letto e lui si mise accanto a me. Iniziò ad accarezzarmi i capelli e a massaggiarmi la schiena. Ero immobile. Non collaboravo né mi ritraevo. A un certo punto mi chiese se l'uomo che volessi li in quel momento era lui e se lui stava facendo la cosa giusta o meno.
Rimasi in silenzio, forse mi vergognai dell'idea perversa che durante la serata aveva gironzolato per la mia testa e che che poi sul momento si era affievolita. Quali parole avrei potuto usare per spiegare a un uomo che lui era lì per pagare i conti di un altro? Di un altro che la sera prima non era stato in grado di fare l'amore con me, solo perché io lo amavo..e questo aveva cambiato le cose. Un semplice ti amo era bastato per mandare all'aria 8 mesi, la complicità,l'armonia..i sorrisi, lo stare bene insieme, mentre per me non era cambiato nulla e il fatto che non mi amasse nella comune maniera non mi dispiaceva, mi dispiaceva di più che non fosse più in grado di farlo in un letto, perché un uomo e una donna sono realmente se stessi solo quando fanno l'amore. Il corpo non può mentire, né palesare il contrario. E se lui non riusciva più ad amarmi in un letto la nostra storia era davvero giunta al capolinea. Come spiegarli tutto quello che mi passava per la mente?
Mi alzai dal letto e mi recai in salotto. Questa fu la mia risposta immediata. E l'unica che fui poi in grado di dargli fu: giusto o sbagliato. Buoni o cattivi. Ormai non conta..conta che ho voglia di andare a dormire. Così con poca delicatezza lo misi alla porta.
Oh mi Dio da quando gli uomini si chiedono se sia giusto o meno scoparsi una donna? Mi sentivo uno schifo, incapace di scucirmi di dosso la mia immagine da fanciulla innamorata e dai sani principi. Che stupida! L'uomo che amavo non era riuscito a fare l'amore con me e gli uomini che frequentavo mi portavano rispetto. Ma cosa se ne dovrebbe fare una donna della stima di un uomo?
Io volevo amore.

(Amori (IN)versi)





venerdì 3 luglio 2015

L'amore era un gioco pericoloso e sublime, su uno sfondo di carte da lettere e da poker

Io immaginavo, tu invece su di noi ci hai sempre visto chiaro.
Una scrittrice e un giocatore di poker! Non poteva funzionare.
L'amore era un gioco su cui non avresti mai scommesso un soldo. Le donne una mano sulla quale non avresti mai puntato una seconda volta; ed io quella mano su cui avresti giocato gli ultimi spiccioli. La stessa mano che poi avrebbe accarezzato il tuo volto e centimetro per centimetro il tuo corpo. Quella mano dove avresti trovato l'effimero piacere della vittoria dopo esserti visto sfuggire un All-in.
Per me, invece, l'amore era una storia tutta da scrivere, da scrivere a quattro mani. Le stesse mani che scivolavano sulla mia pelle fino all'estasi. Le stesse mani che si incrociavano, si tenevano, mentre i nostri corpi si plasmavano. Le stesse mani che adoravo baciare, mordere, leccare, mentre mi possedevi e ti sentivo godere.E ansimavo di piacere nel sentire il tuo fiato sul mio collo e la tua lingua sussurrare al mio orecchio.

L'amore era un gioco pericoloso e sublime, su uno sfondo di carte da lettere e da poker, in cui l'Eros prendeva il sopravvento su entrambi. Sul quel letto ognuno di noi giocava la sua partita, tu con il tuo asso nella manica ed io con la mia penna tra le dita. E scrivevo, scrivevo sul tuo corpo le regole del gioco che tu dettavi sul mio.  

Amori (IN)versi


....

C'è stato un tempo in cui ho erroneamente pensato che tu avessi bisogno di me. Avevo la sciocca convinzione di poter essere la cura dei tuoi mali, o forse avevo il terribile desiderio di esserlo, di essere per te un motivo per cui valesse la pena vivere e affrontare la realtà, soprattutto quando questa non ci piaceva. Ricordi? Una mattina mi svegliai con la frase del D'Annunzio che mi gironzolava per la testa: “Cum lenitate asperitas.” (Le difficoltà vanno trattate con dolcezza). Come sempre la tua risposta fu molto vaga, non mi lasciasti intendere se ti facesse o meno piacere il fatto che io volessi prendermi cura di te. Oggi mi domando se fu solo perché non volevi ferirmi. Forse ti apparsi anche patetica, sì perché ormai la dolcezza appare spesso patetica. L'odierna società e lo squallore che ci propone hanno finito per mortificare il romanticismo, e hanno fatto calare su di esso un velo patetico.Questo è realmente patetico. Forse hai voluto solo evitare di arrecarmi un dispiacere, ma oggi non posso fare a meno di dirti che sono fiera di me per il fatto di essere stata dolce e di avere avuto il coraggio dei miei sentimenti, correndo persino il rischio di apparire patetica davanti ad un altro. Questo è amore, solo amore. Chi correrebbe diversamente il rischio di mettersi in ridicolo davanti a qualcuno? Ma a me apparire non è mai importato. Lo so che la gente nel mostrarsi spesso finge, per apparire più intelligente o meno stupida, ma a me è sempre e solo interessato essere me stessa. La reputazione crea il personaggio, il carattere fa la persona. Del resto se qualcuno non mi ama per come sono non lo farà di certo per come non sono.



il tempo della Resa

Oggi ho riflettuto sul fatto che non scrivo lettere a mio padre da diverso tempo ormai, da quando ho iniziato questa fitta corrispondenza con te. Forse sarà per il fatto che finalmente i miei monologhi interiori hanno incontrato il mio emisfero femminile, con mio padre non mi sarei mai sentita libera di parlare così, e non mi sarei mai permessa per via dell'educazione rigida e pudica con la quale mi ha cresciuta. Sai a volte penso che questa ha influito tantissimo nel rapporto con la mia sessualità, pensandoci bene forse mi sono liberata da quei tabù sociali che erano diventati per me dei limiti solo dopo aver fatto l'amore con te.

“Tu fusti il tempo della Resa…
Armonica melodia tra virtù e peccato…
Spoglia d’ogni paura rinacqui Vergine d’ogni Concetto”.

Una volta mi sembra di averti parlato di lettere a mio padre. Lettere a mio padre è un “gioco” tutto interiore che inizia nel lontano 1999, anno della sua morte, e che negli anni ha trovato il suo perché d’esistere. Con mio padre ho intrattenuto i migliori dialoghi della mia vita e pure i migliori litigi, quelli più costruttivi, cosi per non permettere alla morte di dividerci ho lasciato che la vita continuasse a tenerci uniti, attraverso questa corrispondenza platonica. I ricordi sono frammenti che si ricompongono, cosi le sue parole hanno sfidato il tempo e i suoi insegnamenti sono sopravvissuti allo stesso. Raccontandomi a lui ho incontrato me stessa, poi all'improvviso sei arrivato tu ed è con te che ho finalmente incontrato il mio emisfero femminile.


Non prendermi per matta, ogni Donna che ha un grande vissuto ha un diario che è un gran bagaglio, emotivo e culturale. Sono nati cosi i più grandi capolavori della letteratura Italiana e straniera.

Amori (IN)versi


giovedì 21 maggio 2015

Il desiderio bruciava l'amore; l'amore alimentava il desiderio.

Ricordo come fosse ieri la prima volta, dopo aver fatto l'amore rimanemmo svegli a parlare tutta la notte. Era ormai giunta l'alba, tre ore dopo sarei dovuta essere a lavoro, mi chiedesti di distendermi e cosi feci. Iniziasti a massaggiarmi le spalle, sentii i muscoli distendersi e il corpo rilasciarsi. L'immagine più bella che ho di noi è proprio quella, la corposità di quel momento: fisicità e sentimento. Il desiderio bruciava l'amore; l'amore alimentava il desiderio. Eravamo fuoco nel fuoco. Sentivo il tuo fiato sul mio collo mentre le tue mani scivolavano su e giù per la schiena, fino a sfiorare il culmine del piacere. La tua mano sinistra incrociò la mia e giunse alle labbra,  iniziai ad assaporare le tue dita e quel momento,  la tua mano destra, invece,  accarezzava dolcemente il mio ventre mentre lentamente mi venivi dentro.

Contemplai quell'istante,l'ondeggiare del tuo corpo sul mio. Eri linfa che mi scorreva dentro e mi rinvigoriva: Eravamo un solo essere, il resto era solo infinito.


mercoledì 20 maggio 2015

Muro

Un muro e un libro aperto è un connubio su cui nessuno giocherebbe un soldo..Sono certa che a primo impatto neanche tu ci troveresti nulla in comune, ma non è cosi..un libro si può leggere,su di un muro si può scrivere, lasciare un segno del proprio passaggio che un giorno qualcuno più fortunato potrà leggere e avere dal muro delle risposte. Un tempo ero un foglio bianco,poi ho iniziato a scrivermi e riscrivermi, e poi finalmente a leggermi..oggi sono un libro aperto..e ho il bisogno costante di leggermi dentro,ma anche quello di sapere che chi mi è di fronte mi legge... Sono una persona molto schietta, questo ha fatto la mia fortuna, ma mi ha anche causato qualche problemino. Tirando le somme per avere 29 anni non mi lamento dei risultati che ho ottenuto,ma non mi accontento se non ho ciò che voglio e quindi devo guadagnarmelo. Nella vita alcune cose si comprano ma le più importanti si guadagnano: stima,rispetto,amore...Sin da bambina ho amato le cose complicate..a proposito di muri c'è un brano di un mio libro inedito (è un diario troppo intimo..che pubblicherò,se troverò il coraggio, più avanti) che dice cosi:
Mio padre costruiva case, da piccolina adoravo i muri, vederli nascere cosi dal nulla mi sembrava qualcosa di straordinario. Da grande ho iniziato a odiarli, ho capito che erano loro a imprigionarci. Hai mai pensato a quanti muri ha la nostra mente? Vengono su cosi dal nulla e ci imprigionano, sono altissimi, scavalcarli è difficile, per alcuni addirittura è impossibile. Fortunatamente per me sono riuscita a oltrepassarli, ma come ti ho già detto mio padre costruiva muri, dunque conoscevo alcuni piccoli trucchi per abbatterli. Una volta mi spiegò che per vedere al di là bastava aprire una finestra, allora negli anni ci sono riuscita, ho aperto una finestra sul mondo e mi ci sono affacciata. Tornando al fatto che non mi accontento mi sono ostinata a parlare con un muro..e quel muro sei tu. All'inizio credevo che bastasse aprirti una finestra sul mio mondo per portare un po' di luce nel tuo (non ridere..tutte le poetesse sono romantiche.) che mi sembrava un po' buio..poi con il tempo scavalcare il muro non è più stata una semplice sfida,perché questo muro ha iniziato ad avere il suo valore e il suo significato..Era un muro, è vero..ma era pur sempre un muro sul quale potevo scrivere. Da bambina ero solita andare in cantiere da mio padre, mi sono fatta una vera e propria cultura sui muri...A un certo punto mi sono resa conto che il muro di cui prima, sempre tu cioè, stava diventando una specie di muro portante..al centro della mia vita..mio padre ai tempi mi spiegò che in una casa i muri portanti non si potevano abbattere..o la stessa sarebbe crollata..a questo punto capirai che ho iniziato a intravedere le crepe al soffitto..e poi quelle alle pareti..e ho capito,che finché ero in tempo, dovevo rivedere il progetto... Cosi mi sono letta dentro..e ho capito che cercavo un muro portante e che tu non potevi esserlo. Mi sono spinta troppo oltre..e ora devo fermarmi o rischio di schiantarmi. Insomma non posso parlarti continuamente...e anche la lettera per il tuo compleanno non va bene..occorreva un semplice auguri...e niente regalo..già il fatto che io senta la voglia di comprare un regalo non va bene. Nessuna relazione senza impegno dovrebbe durare più di 4 settimane..questa è l'idea che mi sono fatta..e già da un po' sono sul punto di mettere la retromarcia e cambiare rotta..ma ogni volta che ho cercato di farlo ti vedevo triste e cosi mi dicevo sosta ancora due minuti..che vuoi che siano 2 minuti..ma i minuti passano e sono già diventati mesi..minuto dopo minuto.. e non posso rimanere davanti a un muro.. Dunque giunta a questo punto mi sembra giusto parlarci come due persone che prendono direzioni diverse,per forza di cose..per bisogni diversi..senza rancore e senza rinfacciarci cose stupide,come il fatto che tu sei per me un muro e l'insorgere dei miei bisogni per te un problema...

domenica 17 maggio 2015

Amori (IN)versi

Mi piace ricordare di come eravamo quando chiusa la porta di casa il mondo rimaneva fuori. Non era abitudine la nostra né quotidianità. Era un'altra dimensione: quell'intimità che si crea tra due persone come una sorta di magia, potevano passare giorni e settimane, ma lei ritornava, apriva la porta di casa e la richiudeva. Mi piace credere che gli attimi in cui siamo felici sono un dono del cielo; mi piace pensare che  quando un uomo e una donna  raggiungono insieme un'altra dimensione il viaggio ha un senso anche se non arrivo. Oggi sul mio comodino c'è un biglietto solo andata, li fuori mi aspetta un'altra vita. Ho chiuso la porta di casa, ho aperto una finestra sul mondo e ho scritto su un muro. Una scrittrice e un muro cosa hanno in comune? Nessuno ci ci giocherebbe un soldo, eppure su di un muro si può scrivere, ed io ho scritto. Qualcuno un giorno leggere quelle parole che il tempo, probabilmente proverà a cancellare, ma la poesia contiene in sé il dono dell'eternità..e se la leggerai un giorno anche tu scriverai su di un muro o lo butterai giù..o andrai oltre.


venerdì 30 gennaio 2015

Tu non esisti, se non in me.

Ho bisogno di convincermi che non esisti. Sei solo un'idea sbagliata che mi sono fatta. Ti ho immaginato e scritto. Sei solo narrazione. Le mie mani su di un foglio bianco hanno delineato i tratti del tuo corpo, centimetro per centimetro definito ogni tuo particolare. In una notte di mezza estate il cuore di un poeta infranse i limiti del corpo di una donna. Mi hai immaginata anche tu. Centimetro per centimetro le tue dita hanno disegnato i tratti del mio corpo, poi lo hanno percorso lentamente fino all'estasi. Su di un foglio bianco una notte di mezza estate due corpi inanimati si sono scambiati l'anima, hanno fatto l'amore fino all'alba, e al suo giungere sono svaniti via con il sogno che li aveva uniti. Tu non esisti, se non in me. Io non esisto in te.

( amori (IN)versi... libro in fase di stesura)


mercoledì 28 gennaio 2015

Amori (IN)versi. lettere

Dopo aver fatto l'amore ci addormentavamo abbracciati. Le nostre gambe incrociate ci incatenavano,come le nostre dita: mani nelle mani. Adoravo sentirmi incastrata e mi sento ancora cosi, anche se non ci sei più. La cosa che mi piaceva è che col tempo anche tu hai iniziato a  cercare quel contatto intimo,che andava oltre l'amore fisico.Amare qualcuno è sempre una scelta; l'amore, invece, è un atto di totale abbandono. Ricordo ancora la prima volta che le tue dita lentamente si incastonarono tra le mie, ne fui sorpresa. Come mi sorprese il fatto che dopo un po' dormire abbracciati diventò naturale anche per te,come  cercare il contatto nel sonno e non la propria parte di letto....E poi l'alba.L'alba su di noi non ha mai più portato la luce..alla fine è giunta a ricordarci di indossare i nostri panni. All'inizio,invece, non è stato cosi, iniziavamo la giornata dandoci il buongiorno e la finivamo dandoci la buona notte..ma a un certo punto il tramonto è calato su di noi. Ogni tanto la notte mi rigiro nel letto, cerco le tue gambe, le tue mani e mi rannicchio in quella parte di letto che era la tua,come se per un'istante potessi sentirti lì a un centimetro da me.
Dicono che mi manchi. Quando ne parlo tra la rabbia e il dolore, la delusione e l'orgoglio, non riesco a trovare parole sbagliate né giustificazioni. Nessun amore necessita di essere giustificato. Ti ho amato così: al di là dei punti di (s)vista, dei ruoli di genere e di chi eravamo.
Quando un sentimento è capace di spogliarci l'anima e lasciarci disarmati non dobbiamo mai fare l'errore di opporre resistenza, qualsiasi sia la natura in cui si sta manifestando. L'astratto ci spaventa, poiché non definisce nessuna figura ma se guardiamo a fondo scorgiamo milioni di sfaccettature. Ogni amore ha un suo motivo d'essere. Ma ora devo lasciarti. Bisogna essere un abbraccio mai una stretta. L'amore è un atto di totale abbandono mai una forzatura. Bisogna essere  capaci di tendere la mano ma anche di lasciare la presa. L'abbandono a volte è libertà; e la libertà è sempre un atto d'amore. Ti abbraccio.




(Amori (IN)versi. (poesie e lettere d'amore) libro in fase di stesura)


lunedì 26 gennaio 2015

Amori (IN)versi..lettere

"Bisogna esigere da ognuno ciò che ognuno può dare." Stamani mi sono svegliata con questa frase, tratta dal libro " Il piccolo principe",che mi gironzolava nella mente.Ho pensato molto al discorso della scorsa notte, a quello che mi hai detto. Hai ragione quando dici che esistono anche persone che non sono come me, che non hanno sogni e valori indissolubili. Con il tempo ho capito che sono la maggioranza ma non sto qui a sentenziare su come sia bene o no essere, ogni cosa è relativa. A volte mi sento un numero primo, uno non è divisibile che per se stesso, e forse il mio destino è quello di un numero primo. Però una sera in particolar modo ho come avuto l'impressione di potermi moltiplicare. E' accaduto nell'istante in cui i nostri corpi si sono sommati l'uno nell'altro. Dove non arrivarono le parole giunse il silenzio, ascoltarlo ci riuscì semplice; la fusione di due anime in fondo non è che l'eco silenzioso dei desideri.Ed io ballavo. Ballavo sul tuo corpo la musica che tu intonavi sul mio. Eri linfa che mi scorreva dentro e mi rinvigoriva. Eravamo un solo “essere”, il resto era solo infinito. Due numeri primi che si sommano ecco cosa siamo stati. In realtà penso che anche tu sia un numero primo, anche tu come me sei divisibile solo per te stesso. Che cosa nasce dalla somma di due numeri primi? Nascono milioni di emozioni, nascono canzoni, poesie, lettere..interi libri .Essere un numero primo non è poi così terribile, sei divisibile per te stesso ma se decidi di sommarti ad un altro nascono cose straordinarie..Ed io oggi voglio ringraziarti per l'inquietudine, per la gioia, per i miei sbalzi d'umore..per un bacio rubato e per un sogno infranto che mi ha aperto gli occhi su una realtà diversa, una realtà che avevo sempre ignorato.L'amore è una dimensione a parte, se non riesci a immaginarlo rimarrai sempre con i piedi per terra.Sono convinta che questa dimensione esiste dentro ognuno di noi ma che non esca fuori con chiunque. Grazie per essere stato il coltello con il quale ho frugato dentro me stessa..Il muro che ho sfidato e che alla fine ha aperto una finestra nel mio. Siamo simili ma troppo diversi. Tu non credi più a nulla ed io non riesco a non immaginare un'altra dimensione. Una dimensione della quale oggi ho conferma della sua esistenza.Ci siamo anche stati insieme ma abbiamo visto un cielo diverso.Grazie per avermi accompagnata in questo viaggio. Sarai poesia..un attimo di eternità.