(Questo è un diario che scrivo in preda agli stati d'animo, sono ammessi i "refusi" non le critiche sterili...Questo è il mio mondo parallelo.... Accomodatevi senza far rumore)

L’inchiostro è silenzioso solo il foglio può udirlo. Lui non vede me legge il mio io.
"Scrivere è un bisogno intimo e personale che nasce dal desiderio di proiettare se stessi in una dimensione che non sia solo la propria, ma parte di un contesto universale. Pubblicare, invece, nasce dal bisogno di donare al mondo quella parte di sé che ne è l'anima, o che dovrebbe esserlo, in contesto universale in cui non esiste il singolo ma i molti, in cui il valore principale dovrebbe essere la versatilità del singolo nel multiplo."
E sarò sbagliata, come tutti quelli che hanno osato essere diversi, o semplicemente sono riusciti ad essere se stessi....
L’essere non è altro che la presa di potere del sentire sul pensare…..Ho sempre provato pena per quelle anime che si sono lasciate vivere senza mai viversi....(Rosa Maria)


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domenica 16 dicembre 2012

Essere genitori oggi.


La relazione genitori  figli - educatori ragazzi-, mette a grande prova gli adulti che a volte, si trovano di fronte a sfide impegnative.
Queste sfide riguardano sia mantenere una buona relazione con i giovani, sia raggiungere gli obiettivi di disciplina, responsabilità e collaborazione che gli adulti si aspettano da parte dei bambini e ragazzi.
Essere  genitori oggi a volte sembra più difficile di quanto appariva un tempo: quanti genitori si trovano in difficoltà a trasmettere valori e regole ai propri figli?
In realtà, l’evoluzione sociale ha creato un certo paradosso, per cui è quasi vero che “si stava meglio quando si stava peggio”.
Un clima culturale di profondi mutamenti ed un contesto di complessità sociale pongono oggi le famiglie in una condizione in cui i compiti tradizionali e la gestione della vita familiare quotidiana vengono ridiscussi e ridisegnati oltre che ridimensionati.
Da una parte si ribadisce il ruolo centrale che la famiglia svolge , dall’altra i genitori vedono fortemente ridotto lo spazio e l’efficacia della loro azione educativa.
Decenni fa effettivamente le famiglie vivevano in condizioni di vita peggiori.Non c’era la mentalità di occuparsi, come oggi, della salute psicologica del bambino, ma semplicemente perchè prima di tutto bisognava farli mangiare questi bambini! Eppure ci si voleva comunque bene e la percezione che si ha spesso oggi, a posteriori, è che la famiglia fosse più unita.
C’è da dire che c’era un diverso modo di vedere e vivere la famiglia,  ma erano le condizioni stesse di vita che, in un certo senso, agevolavano questa visione delle cose.
Oggi non è più così, ma non perché i genitori di adesso siano più “inadeguati” e i figli più “indisciplinati”, ma per via dei grossi cambiamenti che l'evoluzione ha portato anche, e soprattutto, a livello sociale.
La famiglia in poco tempo è cambiata, ogni elemento –padre, madre, figli- fa fatica ad identificare il proprio ruolo. Sono cambiate le relazioni e quel ruolo genitoriale che solo pochi decenni fa si esprimeva in un’autorità indiscussa che stabiliva rigide regole, ha trovato oggi una connotazione prevalentemente affettiva in cui i rapporti tra coniugi e tra questi e i figli sono configurati in forme e bisogni nuovi.
Il punto di incontro tra genitori e figli è la comunicazione: tutti insieme crescono nella relazione che si stabilisce tra loro. Così ogni famiglia sviluppa il suo progetto educativo di cui non tutti i suoi membri possono essere coscienti.
E’ bene, dunque, che i genitori ritrovino, o acquisiscano,  un’etica genitoriale per mantenere un ruolo sempre più attivo e consapevole nell'educazione dei propri figli.
Questo pero non deve essere un ritorno al passato, ma bensì una partenza dalle origini. Quello che voglio dire in parole povere è che non bisogna ritornare all'autorità genitoriale dei tempi passati, quella che vedeva i genitori impositori anziché educatori, ma intraprendere un percorso che sia a metà strada tra "l'imposizione" e il dialogo, dunque educativo. La partenza di questo percorso è il dialogo mentre l'arrivo è la spiegazione. Un bambino consapevole sarà un bambino riflessivo, capace di "reagire" equilibratamente alle circostanze.

venerdì 14 dicembre 2012

A scuola con Book

Tutto il sociale sta sempre più sfuggendo di mano e sfugge lo stesso ruolo formativo che è sempre più affidato al caso e soggetto a tutti i condizionamenti possibili (televisione, giornali, luoghi comuni).

La scuola rimane ancora la protagonista assoluta nel nuovo sistema educativo che si va delineando, rimane centrale nel dibattito pedagogico  e il suo ruolo nell'educazione è fondamentale. Centrale rimane, tuttavia, un paradigma e cioè che non si educa e non ha senso l'insegnamento senza valori. Ma quali i valori sui quali costruire l'azione didattico-educativa oggi?

In questi ultimi anni la scuola si è vista continuamente assegnare una moltitudine di valori su cui lavorare, di volta in volta che la società faceva i conti con nuove piaghe. Non sempre si è riusciti ad indirizzare i bambini / ragazzi verso un corretto comportamento, ma comunque notevoli sono stati i riscontri mirati a sensibilizzare sulle problematiche sociali. Oggi, appunto, troviamo varie  associazioni e enti in cui tantissimi giovani si impegnano attivamente nel recuperare quella stessa società che sembra sfuggire di mano.

Book , a tal proposito, ha racchiuso nelle sue pagine una serie di valori su cui poter lavorare con i bambini, nella speranza che i genitori insieme alla scuola ,protagonista attiva  intorno ad un sistema di valori, possano  affrontare sul piano formativo quella che è la più grande crisi che l'uomo ha mai conosciuto: la crisi dei valori.

Allora, alla domanda «quali valori formativi nella scuola oggi» ritengo che quelli trattati da Book il libro parlante possano contribuire significativamente alla crescita sociale del bambino , e dunque a quella culturale del paese, poiché se è vero che obiettivo ultimo di ogni processo formativo è quello di agire sui comportamenti  non ci chiede di fare altro: ci invita a cambiare il modo di pensare e  di comportarci nei confronti  di tutto il contesto.

In fine ho il piacere di informarvi che considerato il valore educativo dell'opera , Book il libro parlante in data 14/12/2012 ha ricevuto il patrocinio gratuito del comune di Leonforte.

Rosa Maria




sabato 8 dicembre 2012

L'importanza della lettura ad alta voce



Leggere una favola ad un bambino è il più bel gesto d’amore che si possa compiere, e ciò ha risvolti importanti per lo sviluppo della personalità ,sul piano relazionale, emotivo, cognitivo, linguistico, sociale e culturale.

  •          Dal punto di vista emotivo, leggere una storia ad un bambino gli consente di esplorare le sue emozioni più intime in compagnia degli adulti che possono contenerlo, rassicurarlo, fornirgli spiegazioni.
  •       Dal punto di vista cognitivo, la lettura offre al bambino un canale alternativo di conoscenza, oltre all’esperienza diretta; favorisce la comprensione di sé e del mondo che lo circonda; allarga la mente alla scoperta e all’esplorazione; sviluppa l’immaginazione, la fantasia, la creatività, la curiosità; amplia la memoria; potenzia le capacità logiche e astrattive.
  •      Sul piano linguistico, la lettura stimola lo sviluppo del linguaggio, arricchisce il vocabolario, migliora la qualità lessicale.
  •      Dal punto di vista sociale, è dimostrato che i bambini abituati alla lettura operata dalla famiglia in età prescolare, presentano migliore rendimento scolastico, inserimento sociale, capacità di risoluzione dei problemi, cosa che acquista ancor più valore per i piccoli provenienti da famiglie con situazione di svantaggio socio-culturale, nei quali la difficoltà di lettura e scrittura contribuisce al rischio di abbandono scolastico, con incremento della povertà e dell’emarginazione.
  •        Sotto il profilo culturale, infine, la trasmissione di storie e racconti da adulti a bambini è stato visto come uno dei canali del passaggio di valori, messaggi etici e tradizioni da una generazione all’altra.


La lettura di un libro ad alta voce da parte di genitori o educatori chiamando in gioco abilità cognitive come la memoria, la creatività, la comprensione, assicura che questo processo di modellamento cerebrale si compia nella maniera più ampia e completa possibile per il bambino.


Come leggere i libri ai bambini?
Per suscitare l'interesse dei nostri bambini è necessario imparare a "recitare il testo" dei libri: leggere con ritmi differenti, modulare la voce, magari creando le voci dei diversi personaggi e soffermarsi su passi significativi rallentando il ritmo.
Attraverso il tono della nostra voce, la postura del corpo, la gestualità, l'espressione del volto, trasmettiamo infatti ai bambini il significato e i sensi più profondi del testo, che il piccolo assorbe ancora prima di comprendere il significato delle parole.
Il piccolo, inoltre, si abituerà all'ascolto e aumenterà i suoi tempi di attenzione.
Crescerà così nel bambino la curiosità e il desiderio di imparare a leggere i libri da solo.

venerdì 7 dicembre 2012

La solitudine: il male del nuovo millennio.

Se riflettiamo scopriamo che la nostra società è organizzata secondo una logica che implica inesorabilmente la solitudine. Per accorgersene basta far caso al fatto che viviamo in una società fondata sul profitto, sul consumo, sui valori che dividono gli uomini, sulle classi , sulla violenza. Tutte componenti della solitudine. Una società fondata sui valori del successo ad ogni costo inesorabilmente ci “costringe” a reprimere i nostri bisogni più profondi, vale a dire quelli della condivisione.Ormai poche persone sono capaci di condividere e di costruire con gli altri, tutti cercano di valicarsi l’un l’altro con il risultato di trovarci,poi, tutti sull’ultimo gradino della scala.
E' più facile trovare fondi per costruire autostrade per i sani che ospedali per gli ammalati, perché i sani producono e consumano mentre i malati consumano soltanto. In una società in cui non c'è posto per tutti l'uomo è costretto a conquistarsi il proprio spazio di sopravvivenza con la logica dell'affermazione ad ogni costo, e allora scatta la solitudine che nasce dalla diffidenza e dalla difesa.
Siamo una società che ci obbliga a metterci di fronte all'altro come concorrente, come antagonista, come straniero, con tante maschere, anziché come esseri umani simili a noi.

In un momento di crisi -economica e sociale-come quello in cui ci troviamo,ritengo che ogni cittadino dovrebbe apportare il suo contributo, spendere, o meglio investire, un po' del suo tempo per il "paese".
Ci stanno "tagliando"/ togliendo tutto,dalla sanità all'istruzione. L'unico modo che abbiamo per salvarci e "abbattere i costi",per farlo ,basterebbe che ognuno prestasse a titolo gratuito un po' del suo tempo per il sociale, presso associazioni di pubblica assistenza, o culturali,o qual si voglia, comunque presso enti di promozione sociale.....OCCORRE FARE PROMOZIONE SOCIALE NON ABBIAMO ALTRO..



lunedì 3 dicembre 2012

Book il libro parlante

Anteprima del nuovo libro di Rosa Maria BOOK IL LIBRO PARLANTE, Edizioni C'era una volta. Prossimamente in uscita.

Prefazione a cura di Giovanna Sberna, illustrazioni di Angela D’Agostino e note della dott.ssa Manuela Faiella. 
ISBN 978-88
-906596-8-3
INFO E PRENOTAZIONI: info@cera1volta.it
Ufficio stampa: ufficiostampa@cera1volta.it


Sinossi:

Dieci storie per vedere il mondo che siamo abituati a vivere con altrettante diverse originali prospettive: dieci modi di interpretare, definire, riconoscere e spiegare se stessi in relazione alla normalità che ci circonda.
Come spiegare ai nostri bambini che la diversità esiste e ci accomuna, quando, invece, con il nostro comportamento quotidiano facciamo di tutto perché ci divida?
Ma la diversità esiste, è cosa umana e la raccontano queste dieci storie in cui spesso la situazione viene ribaltata, i consueti punti di riferimento mutano e ci si ritrova ad essere diversi tra i diversi.
I racconti all'interno di Book il libro parlante, simboleggiano difficoltà quotidiane reali e fantastiche, metaforiche e reali, oggettive e soggettive in cui ciascuno di noi si riflette e si immedesima, forniscono una diversa prospettiva della normalità, educano alla diversità perché, in fin dei conti, le due cose coincidono. E lo fanno con competenza psico­pedagogica, nel pieno rispetto dell’alterità, e con una gran dose di sensibilità.
Doroty, la protagonista, attraverso la sua vicenda personale, viene a contatto con le vicende di tutti gli altri protagonisti, e scopre cosi che tutti siamo accumunati da quel senso di inadeguatezza, tutti siamo intrisi di paure e di speranze, speranze che prenderanno forma dai molteplici punti di vista che Book mostrerà a lei.
Il richiamo a valori forti come la generosità, la lealtà, l’altruismo, sono l’humus alla base di questi racconti, attraversati tutti da questo filo conduttore che li lega e l'intreccia.
Book viaggia da secoli e secoli per paesi e città di tutto il mondo, regalando ai bambini le sue favole. È un vecchio libro ma ha il cuore giovane come quello di un bambino che si meraviglia davanti ad ogni nuova scoperta. Sa tante cose, ma soprattutto, sa anche che c’è tanto altro da scoprire, e che non si finisce mai di imparare.



NOTA DELL’AUTRICE ROSA MARIA
“Book il libro parlante” è un racconto per grandi e piccini, per tutti quelli che vogliono guardare le cose da un punto di vista diverso e chissà forse anche migliore.
Nasce inizialmente come gioco didattico con la collaborazione dei miei figli, i personaggi prendono vita dai loro disegni e i nomi dalla loro fantasia, la trama nasce invece dalla mia voglia di insegnar loro alcuni aspetti fondamentali del vivere quotidiano, da alcune loro piccole paure o domande, dalla mia necessità di dover affrontare alcuni temi delicati, come quello della separazione e dalla paura che possano non essere preparati un domani ad affrontare alcune possibili situazioni in cui potrebbero imbattersi.
Credo fortemente che un libro che vuole parlare ai bambini, per riuscirci davvero, debba partire dall’ascolto dei bambini stessi, dalle loro emozioni e dai loro sentimenti.
I bambini sanno arrivare al nocciolo delle cose con molto più intuito e freschezza di noi adulti, forse dovrebbero essere proprio loro i maestri di ogni buon scrittore; scrivere per loro, ed anche con loro, è una delle più grandi esperienze che un autore possa fare.
Ho voluto creare un racconto che potesse aiutare i genitori o gli insegnanti ad affrontare con i bambini tematiche importanti e delicate, con le quali nella vita ci si trova spesso ad incontrarsi, un racconto che parlasse loro in maniera leggera senza creare confusione o turbamenti.
Ho scelto di farlo sotto forma di favola, questa al contrario della fiaba che nasce per lo più per intrattenere, ha come scopo principale invece quello di educare.
Le favole da sempre affascinano sia gli adulti sia i bambini. È un mondo onirico rappresentato da fatti, personaggi, situazioni che attraverso un racconto ci trasmettono insegnamenti di vita.
Ho creato un racconto che dall'irreale permette di cogliere aspetti materiali legati alla nostra realtà sociale. In un periodo storico dove la pragmaticità è sempre più accentuata, Book dà la possibilità di sognare, di entrare in quel mondo sempre più «aristocratico» dell'immaginazione e della fantasia che per i ritmi vorticosi della quotidianità trascuriamo.
Nella psicologia e pedagogia analitica si sottolinea la necessità fondamentale dell'uomo di sviluppare e liberare le proprie tecniche creative ed oniriche. Ad ogni età è bene insomma lasciare posto alla fantasia e coltivare quella parte infantile dell'essere umano.
Cogliere dal racconto gli insegnamenti morali è l’obiettivo che si prefissa Book il libro parlante.
Le favole ci offrono la possibilità di leggere, all'interno di ogni racconto, diversi percorsi di vita che celano importanti tracce di quello che è stato il cammino dell'umanità, dei problemi, delle difficoltà e delle ingiustizie in cui ci si imbatte ancora oggi e del modo in cui le persone (i personaggi della favola) coinvolte hanno affrontato e, spesso superato, le loro fasi più difficili.
Sono preziose perle di saggezza che possono aiutare bambini ed adulti a crescere in maniera equilibrata, trovando il significato e le giuste motivazioni del "quotidiano" vivere.
I nuovi mali si stanno ormai diffondendo ed impossessando delle menti dei popoli delle "civiltà" industrializzate; adulti e bambini sono sempre più spesso vittime di stress e depressione, si sentono demotivati ed hanno perso di vista il vero significato della vita.
Mali sottili, spesso trascurati e che, inevitabilmente, portano a vivere grosse crisi esistenziali. Un rimedio naturale per queste "menti stanche" potrebbe essere quello di riprendere contatto con la favola, al fine di riappropriarsi delle preziose perle di saggezza in cui sono racchiuse le nostre "esperienze di crescita".
La favola svolge un'azione importantissima nei bambini poiché la descrizione dei personaggi di una fiaba e delle loro azioni può essere il sottile filo di Arianna che li accompagna nella comprensione di quello che gli accade dentro e che giorno dopo giorno, può contribuire a favorire la loro crescita armonica, in tutti i suoi aspetti: emotivo, affettivo, cognitivo, linguistico, sociale, ecc.
Book il libro parlante racconta la storia di Doroty, una bambina che iniziava a imbattersi con le piccole difficoltà relazionali e con alcune tristi realtà insite nella società; Book mostra a lei, attraverso il racconto, altri punti di vista da cui porsi nei confronti delle cose e altri modi di reagire a quest’ultime. Inoltre, invita ad inseguire i propri sogni e ad avere fiducia in se stessi.
Uno dei principali temi affrontati è quello della diversità, altre tematiche non meno rilevanti sono l’individualità, la separazione, la socializzazione, l’emarginazione, l’invidia e tanto altro ancora.
E’ un racconto che invita in maniera simpatica i suoi lettori a riflettere sui molteplici aspetti delle cose e della vita.
Rosa Maria

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE ROSA MARIA
Rosa Maria nasce nel 1985 a Leonforte, paesino dell’entroterra siciliano.
Sin da piccola manifesta uno spiccato interesse per la letteratura, soprattutto per la poesia.
Inizia bambina, infatti, a sperimentare la poesia come forma d’espressione. Scrive su vari siti letterari e poetici. A giugno del 2012 esordisce con l’opera “Vuoto d’amore… scritto tra le righe del tempo”, una
silloge poetica che ripercorre per intero la sua vita; a ottobre dello stesso anno pubblica in ebook il suo racconto “Ménage proibito…l’altro lato dell’amore”. Nei suoi scritti, sentimenti ed esperienze si
mescolano dando vita ad opere cariche d’amore e di insegnamenti, come nella favola di Book il libro parlante, con cui esordisce nel 2012 nel genere narrativo.



PREFAZIONE

C’era una volta… iniziavano così quasi tutte le favole che ci hanno accompagnato nella strada della vita e che, con le manine a sostegno di un visino incuriosito con la bocca semi aperta e due occhi spalancati, ci facevano rimanere incantati nell’ascoltare quelle storie fantastiche avvolte di mistero, di bacchette magiche, di incantesimi e di mele avvelenate, di cappuccetti rossi e di lupi cattivi, di castelli con principi e principesse.
Oggi il modello di vita è cambiato in maniera vertiginosa, i mezzi tecnologici, dalla TV ai cellulari, dal computer a Internet, creano un mondo in cui l’immagine prevale; l’impressione che se ne ricava è di aver messo da parte le favole e i racconti. Ma è realmente così? Cenerentola e il Principe azzurro, Biancaneve e i sette nani, il Gatto con gli stivali e Pollicino esistono ancora? Penso che il nostro tempo non abbia perduto il gusto della favola, ma ne ha esaltato il forte contenuto critico nei riguardi della società, diventando prezioso gioiello culturale e pedagogico capace di penetrare nel profondo del cuore per toccare i sentimenti più nascosti, un luogo nel quale i bambini vedono proiettate le loro paure e le loro speranze.
Ancora oggi, i più piccoli, continuano ad amare le favole che hanno il dono di rapire il pensiero per farlo viaggiare nei mondi più lontani popolati da personaggi straordinari che stuzzicano lo spirito di avventura. Che bello poter leggere nel libro degli occhi di un bambino! È il testo più profondo e più completo per aiutare i grandi a comprenderne il comportamento e trarne l’insegnamento da offrire loro per vivere meglio in una società che ne riconosca il giusto valore.
L'autrice di questo lavoro, utilizzando la favola come chiave per aprire le porte del nostro mondo interiore, ripercorre un cammino costruttivo di insegnamento: abbracciando tutte le sfere dello scibile umano, parlando il linguaggio delle nostre emozioni più profonde, raccontando le nostre paure e le nostre fragilità.
Nell’opera, troviamo personaggi fantastici, ognuno di loro ha qualcosa da insegnarci su quello che siamo e su quello che potremmo essere. Infatti, esplorando i personaggi delle storie, incontriamo la profondità del nostro essere e della nostra esistenza che come specchi riflettono il nostro io interiore, facendoci scoprire sfaccettature e angolazioni non sempre visibili delle svariate situazioni che ci troviamo ad affrontare.
Credo che questo lavoro sia uno dei doni più belli che si possano offrire ai bambini, un vero e proprio patrimonio per la loro vita, dove l’esperienza e la fantasia personale si coniugano con l’arte socratica della “maieutica”, ovvero la capacità di far emergere la creatività innata in ciascuno di noi che aspetta solo di essere risvegliata. Un importante strumento pedagogico, da leggere insieme ai propri figli per poter condividere pensieri e dubbi.
Che dire allora di queste sorprendenti favole/racconto? Innanzitutto, che attraverso l’immaginario narrativo emerge la realtà di bambini, con propri bisogni, speranze, problemi, paure. In secondo luogo, che trovano libera espressione le diverse situazioni del loro vivere quotidiano: la fatica, a volte, nell’interagire con gli altri; la paura di essere esclusi e derisi; il desiderio di volere fare da soli; il trovarsi delle soluzioni autonomamente, senza chiedere aiuto; il timore di non riuscirci. Ma direi che, soprattutto, emergono inaspettate doti narrative, intrise di dolcezza, ironia, entusiasmo, spontaneità, altruismo. I personaggi sono a metà strada tra quelli delle favole tradizionali e quelli dei moderni cartoni animati.
Non voglio rovinare il piacere e la sorpresa dei lettori anticipando alcunché. Consentitemi di spendere solo poche parole per una mia considerazione personale: le favole sono servite e serviranno a vivere un mondo dove i sogni, le speranze e l’altruismo sono biglietti da visita per amare a fondo la vita che va tenuta e custodita come un preziosissimo quadro d’autore. Tutto questo, e molto di più, possiamo trovare nelle favole pubblicate in questo bel libro.
Non mi resta che ringraziare l’autrice per questo meraviglioso dono, frutto di un’altrettanta meravigliosa esperienza.

BIOGRAFIA DI GIOVANNA SBERNA
Giovanna Sberna nasce a Leonforte il 25 Febbraio 1970.
Laureata alla Kore di Enna in Psicologia Clinica, indirizzo criminologico, matura esperienza nella progettazione sociale, nell’orientamento scolastico e professionale e nella mediazione familiare.
Lavora per l’integrazione degli alunni disagiati per conto del comune di Leonforte e collabora come esperto consulente di orientamento con l’Università Kore di Enna.
E’ Presidente dell’Associazione di Solidarietà Familiare “IL Giardino Dei Gelsi” per la promozione dei diritti delle persone con svantaggio sociale e psichico e dell’Associazione di Protezione Animali “Dog House” che si occupa di promozione del benessere animale e della lotta al randagismo.
Coordina le attività del centro di aggregazione L’Approdo rivolto a minori e famiglie.
Progetta, monitora e valuta progetti di integrazione scolastica degli alunni portatori di handicap e progetti di servizio civile nazionale.



L’ANGOLO DELL’APPROFONDIMENTO

Quante volte ci fermiamo a chiedere ad un bambino come si sente quando prende una nota a scuola o una punizione, quando viene deriso per una sua particolarità, quando qualcuno di importante nella sua vita va via o quando non riesce ad adeguarsi a talune regole? Spesso noi adulti tendiamo a dire a un bambino cosa va o non va fatto, ma poche volte ascoltiamo realmente cosa egli prova; molte volte non abbiamo tempo per fermarci con loro, ma molto più spesso, e questo è importante ammetterlo a noi stessi, la verità è che non è facile ascoltare le sofferenze e i disagi di un bambino. I bambini dovrebbero essere sempre felici e sereni, non dovrebbero conoscere il dolore e questo è ciò che tutti ci auspichiamo. Ma la realtà è che anche loro provano rabbia, delusione, tristezza, paura, solitudine, come noi adulti; per loro però è difficile contattare queste emozioni, perché non sono tangibili. Anche la gioia non è tangibile, certamente, ma se ne parla; quante volte chiediamo ai bambini “sei felice?” quando ottengono qualcosa che desiderano, e ciò permette loro di dare un senso a ciò che provano, riuscendo a collegare l’emozione ad un nome: felicità.
Ma quanta fatica ci costa chiedere ad un bambino “come ti senti quando gli amichetti ti prendono in giro?”, “quanto ti manca il tuo papà o la tua mamma?”, “quanto sei triste per non aver vinto la partita?”. Vorremmo non sentire il loro dolore, le loro difficoltà e fornir loro subito una soluzione. Ma se si salta la fase dell’ascolto, l’obiettivo non si raggiunge. Ecco che la favola, allora, può essere un ottimo mezzo per parlare con i bambini, in maniera indiretta, di tutto ciò che nella vita accade, fuori e dentro di loro, in modo da lasciarli liberi di esprimere emozioni, dubbi, domande, senza comunque sentirsi ‘sotto interrogatorio’. Se la favola, dunque, lascia spazio anche agli interventi del bambino, risulta essere uno dei mezzi più potenti per trasmettere insegnamenti fondamentali quali quelli trattati dalla nostra autrice. Leggendo ogni storia con attenzione e dedizione, il bambino che ascolta ha la possibilità di fare associazioni con la propria storia o la storia di altri bambini, con le proprie emozioni e con ciò che succede nel mondo, scoprendo così che si può parlare anche di ciò che lui ‘sente’ dentro di sé e che da solo non riesce a decifrare.
Un altro insegnamento fondamentale che si trae da ‘Book’, è l’importanza della lettura: il libro permette di fantasticare, di conoscere cose nuove, di riflettere, ma soprattutto permette ad ogni bambino di entrare in un contatto più profondo con se stesso, ed è solo conoscendo se stessi che si può vivere pienamente ogni esistenza.
Certamente l’avventura di Doroty si svolge in poche pagine; ma sono pagine che raccolgono concetti essenziali su cui lavorare, al fine di favorire una crescita serena ed equilibrata di ogni bambino… e non solo!
La favola è un ponte tra la realtà e la fantasia, tra l’adulto e il bambino; la favola ci permette di dialogare con i bambini ma, se usata bene, ci permette soprattutto di dar voce ai bambini e alle loro emozioni.
Dott.ssa Manuela Faiella

BIOGRAFIA DI MANUELA FAIELLA
Manuela Faiella nasce a Sulmona (AQ) il 4/10/1976.
Laureata alla Sapienza di Roma in Psicologia, specializzata nell'Età Evolutiva, è iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Lazio; specializzanda in Terapia Sistemico-relazionale presso l'Accademia di Psicoterapia Familiare del dr. Andolfi, matura esperienza nella progettazione di corsi per la scuola rivolti ad alunni, insegnanti e genitori (orientamento scolastico/professionale, educazione alla salute; bullismo e cyberbullismo; disturbi dell'apprendimento); ha altresì esperienza in ambito legale come consulente tecnico di parte.






domenica 2 dicembre 2012

I Writer Magazine ( spazio alla poesia)



E’ uscito il secondo numero della rivista I Writer Magazine lanciata da Lucilla Leone ideatrice di  Io scrittore blog  e dai suoi collaboratori Tiziano De Falco, Stefano Donno, Ilaria Militello, Rosa Maria e Elisabetta Riboldi.

Un numero davvero molto ricco  che  da spazio alle passioni forti, squisitamente culturali.
Offre riflessioni, testimonianze, recensioni, poesia, tutto ciò che piace a noi che nutriamo una passione sconfinata per la lettura, con la quale abbiamo una lunga e proficua relazione.

 La rubrica  spazio alla poesia, da me curata, ha visto come protagonista la poesia  “ Il poeta” di Marco Greco. Attraverso questa lirica conosciamo la funzione della poesia, ovvero l’importanza che ha avuto ed ha nella società.

Nell’invitarvi a leggere la rivista con l’auspicio  ché  possa essere di vostro gradimento, vi ricordo potete già iniziare ad inviare le poesie per la rubrica del prossimo mese, e vi invito a partecipare numerosi.

Vi aspettiamo , iniziate da oggi a inviare le vostre opere.

Contatti:

Io scrittore blog : ioscrittore@virgilio.it

Per le recensioni :  ioscrittore@virgilio.it   oppure elisabetta.recensioni@gmail.com

Per le poesie: rosasere@live.it



giovedì 29 novembre 2012

C O N C O R S O L E T T E R A R I O “C’è un altro gioco da inventare: far sorridere il mondo, non farlo piangere.”


” Forse qualcuno avrà sentito il pres. Monti dire che bisognerebbe trovare fondi privati per la sanità pubblica, a sentire quest’affermazione mi sono indignato.
Ho subito pensato al gruppo C.A.S. come autori possiamo fare poco per il sociale,ma scrivere lo possiamo fare.Possiamo consigliare al prof. Monti di cercare i soldi per la Sanità TOGLIENDOLI dalle spese militari dall’acquisto dei famigerati cacciabombardieri che costano quanto 10 o più ospedali.
Lancio un APPELLO SCRIVIAMO : poesie, storie, favole ecc, ognuno con la fantasia e tecnica propria come segno di protesta,facciamo sentire la nostra voce,ringrazio tutti quelli che vorranno aderire.
Orazio D’Ali
Su Invito di un nostro affezionato lettore,nonché artista, sono lieta di invitarvi al primo concorso letterario indetto dal Comitato autori per il sociale.
Rosa Maria
       C O N C O R S O  L E T T E R A R I O
“C’è un altro gioco  da inventare: far sorridere il mondo,  non farlo piangere.”
  1. Il concorso letterario  è organizzato dall’ associazione  no profit  Comitato autori per il sociale
  2. Obiettivo del concorso è promuovere la riflessione e il confronto su argomenti e tematiche attuali e fondamentali per la crescita dell‟individuo nella società,  sensibilizzando i partecipanti e i lettori.
  3. Argomento della I edizione del concorso è “No alla guerra SI alla vita”.
Incipit :
I BAMBINI GIOCANO  (di  Bertold  Brecht )
I bambini giocano alla guerra.
E’ raro che giochino alla pace
perché gli adulti
da sempre fanno la guerra,
tu fai “pum” e ridi;
il soldato spara
e un altro uomo
non ride più.
E’ la guerra.
C’è un altro gioco
da inventare:
far sorridere il mondo,
non farlo piangere.
___________________________________________________________
Scarica il bando completo:
  • Bando

  • Indirizzo spedizione degli elaborati:  autoriperilsociale@outlook.com
  • Tema: No alla guerra SI alla vita
  • La partecipazione è gratuita.

martedì 27 novembre 2012

Edizioni C'era una volta per il sociale.

Il comitato autori per il sociale condivide le iniziative solidali di Edizioni C'era una volta, e ne promuove i testi consigliandone la lettura.

                               Visitate la pagina all'interno del blog


lunedì 26 novembre 2012

I poeti contemporanei


E' uscito il volume n 25 della collana " I poeti contemporanei" -  Casa Editrice Pagine-. All'interno trovate 7 mie poesie.

Prefazione

La modernità comporta velocità ed estensione: si arriva in un baleno a tante persone, nei luoghi più diversi e lontani. Può rifiutarsi a questo la poesia, tenuta così a lungo appartata?
Ma la poesia ha per sua natura la grazia di darsi ad ognuno, di condurlo nell’altrove della parola destinata a durare e del pensiero che rende chiari e colmi i giorni della vita.
Così, in questi libri in cammino, nei loro versi, nelle loro frasi, troveremo il molto che ci portavamo dentro inespresso, la vicinanza di chi rivelandosi ci rivela a noi stessi. 
E daremo voce a sentimenti che fremevano dietro mura di silenzio, traverseremo mondi che ci appartengono e che mai prima avevamo nemmeno intravisto. Ognuno di questi libri nasce come un bene comune e un avvio.


Elio Pecora








domenica 25 novembre 2012

Giornata mondiale contro la violenza sulla donna.

Oggi ricorre la giornata mondiale contro la violenza sulla donna

La scelta del 25  novembre,  come data internazionale della lotta contro la violenza  sulla donna nacque da un accordo  delle partecipanti all’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi  -  Bogotà 1981-, quando accettarono il sollecito della delegazione della Repubblica Dominicana che proponeva di rendere omaggio alle sorelle Mirabal, tre dissidenti politiche della Repubblica Dominicana, brutalmente assassinate nel 1960 per ordine del dittatore Trujillo.
Con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 25 novembre Giornata Mondiale per l’Eliminazione delle Violenza sulle Donne, invitando governi, organizzazioni internazionali e ONG ad organizzare attività ed eventi per accrescere la consapevolezza dell’opinione pubblica su questo tema.
Una donna su tre è vittima di violenza. A tal proposito vorrei portarvi -attraverso alcune mie considerazioni – alla riflessione.
Purtroppo nello specifico incide molto l’ideologia socio culturale. Negli anni la società – influenzata in gran parte dell’ideologia religiosa-  ha imposto un’idea di quella che doveva essere la donna, limitandone cosi la personalità, l’individualità e cosa più rilevante  ne ha messo  rischio l’incolumità.
L’ultima volta che sono stata a un matrimonio (agosto 2012), una frase pronunciata dal parroco mi ha colpita parecchio:
 “É un dono del Signore una donna silenziosa, non c’è compenso per una donna educata.”
(Dal libro del Siràcide (Sir 26,1-16).
Il silenzio non deve essere spacciato per educazione. Com’è avvenuto nel corso dei secoli; silenzio, vergogna  e pudore non sono sinonimo di buona educazione, anzi, sono stati lo strumento, utilizzato dalla società, per far leva sulle debolezze delle donne ,cosi da sottometterle.
Nel corso dei secoli, invece di essere una compagna di vita, la donna è stata considerata una merce di nessun valore, una proprietà dell’uomo.
Anche in Italia, nonostante gli indubbi progressi registrati, c’è ancora parecchia strada da fare prima che la sopraffazione sia un ricordo e che la cultura possa essere depurata dal concetto della donna oggetto da possedere e controllare a piacimento.
I “delitti passionali” non sono altro che manifestazioni della “volontà padrona”.
Il silenzio UCCIDE.
Abbiamo a disposizione un’arma che è più potente di una spada : “LA PAROLA”…..usiamola…….Abbiamo uno scudo che ci protegge da eventuali colpi sulla nostra persona: “LA DENUNCIA”……..
Questo è un’invito rivolto a tutte le donne vittime di violenza: impugnate la spada e alzate lo scudo….tutte le battaglie sono nate per essere combattute.
Rosa Maria



martedì 16 ottobre 2012

1000 VISITE AL MESE.GRAZIE


Il mio blog ha raggiunto la quota di 1000 visite al mese; un totale di 3000 visite nell’arco di poco più di 4 mesi. 

Volevo ringraziare tutte le persone che ogni giorno mi  scrivono e tutte quelle che mi seguono con affetto.

Quando mi sono buttata in quest’avventura non avevo idea di tutto il lavoro che ne sarebbe derivato. 
Come spesso capita, erroneamente, pensavo che bastasse  riuscire a pubblicare  e il gioco era fatto.
Non conoscevo il mondo dell’esordiente, e devo dire che non è semplice emergere. 
La pubblicità ovviamente ha dei costi, gli editori non sempre li sostengono o possono farlo, dunque alla fine la “patata bollente” finisce in mano all’autore.

Da giugno a questa parte da aspirante scrittrice mi sono improvvisata “manager” di me stessa.
Ho appreso i piccoli trucchi della grafica, imparato a creare piccoli video, e in fine, dopo  aver fatto qualche ricerca di mercato e alcune gaff iniziali sono riuscita a mettere su un blog che tutto sommato non è niente male.

Il merito di tutto questo non è solo mio, gran parte del merito va alle persone che mi hanno seguita e hanno creduto nel mio progetto editoriale e nelle mie opere.

Non posso che ringraziarvi per la stima dimostrata e la fiducia data…. Grazie.

Spero vivamente che continuerete a seguirmi e che le mie “piccole “ opere riescano nel loro intendo :  giungere al cuore del lettore e lasciare il messaggio delle quali si fanno porta voce…..

Rosa Maria




Ménage proibito....l'altro lato dell'amore

A breve in uscita per Liant  editore, un mio racconto dal titolo  Ménage proibito…l’altro lato dell’amore.

La genesi di un racconto è sempre un processo misterioso e delicato. Per questo racconto ho scelto il tema dell’amore , l’amore non come relazione, ma ,inteso soprattutto  come intimità, come il relazionarsi. L’amore non è mai una relazione; l’amore è relazionarsi.

Ho scelto una storia in cui due personaggi “credibili” si innamorano, ma con l’aggiunta di elementi di suspense che mettono in serio rischio l’evoluzione della relazione.

Volevo un opera che rispettasse le premesse di essere prima di tutto UNA STORIA D’AMORE, e secondariamente, in maniera subdola e incalzante una “provocazione”.

Il racconto nasce da un incontro realmente accaduto. Narra sentimenti ed emozioni realmente esistiti, attimi brevi, ma intensi ,che mi ha regalato. Sguardi, dolcezza, PASSIONE, poesia e una canzone per sempre…….
 La trama, lo svolgimento e il finale sono per lo più frutto della mia fantasia o una conseguenza delle mie paure.

Un racconto  che mette a nudo i desideri “ inconfessabili” di una donna, nel quale, gli accenni autobiografici, lasciano trapelarne paure e  fragilità.
Un racconto introspettivo ricco di sentimento e di passione. Una donna ferita che si riscopre donna tra le braccia di quello che fino all’attimo prima  era un perfetto sconosciuto, o forse un corpo che le sue mani avevano già accarezzato?

Due anime sconosciute che si riconoscono in mezzo ad una folla, per ritrovarsi o trovarsi.
Una passione allo stato puro, un incontro, quello dei protagonisti, che non lascia spazio ai perché, ma  al “presupposto” del perché no?
Scoprirsi “carne” e  “ amore”, scorgersi  “umani”, impastati  di desideri e sentimenti; Un uomo e una donna, 2 copri e 2 anime che fluiscono in un tutt’uno….

Un inizio travolgente, una sequenza di avvenimenti pieni di suspense  e un finale che vi invito a scoprire:

Ménage proibito….l’altro lato dell’amore
(Rosa Maria)



Immagine Antonio Maria

lunedì 15 ottobre 2012

I Writer Magazine ( spazio alla poesia)


E’ uscito il primo numero della rivista I Writer Magazine lanciata da Lucilla Leone ideatrice di  Io scrittore blog  e dai suoi collaboratori Tiziano De Falco, Stefano Donno, Ilaria Militello, Rosa Maria e Elisabetta Riboldi.

Un numero davvero molto ricco  che  da spazio alle passioni forti, squisitamente culturali.
Offre riflessioni, testimonianze, recensioni, poesia, tutto ciò che piace a noi che nutriamo una passione sconfinata per la lettura, con la quale abbiamo una lunga e proficua relazione.
L’apertura è dedicata al progetto di Io scrittore blog, che nasce dalla voglia di aiutare gli scrittori esordienti nella pubblicazione e divulgazione della propria opera.

La rubrica  spazio alla poesia, da me curata, ha visto come protagonista la poesia  “ Mattino” di Michela Maria Zanon. Una poesia carica di sentimento , dove l’amore e le sue sfumature , ondeggiano tra assenza e presenza. Una lirica che trasmette con una descrizione di valore metafisico l’imponenza dei ricordi.
All’interno della rubrica trovate la poesia e la mia piccola recensione, insieme agli accenni biografici dell’autrice.
Tante le poesie arrivate in redazione, molte quelle degne di nota. Una scelta difficile ma una “vittoria”, se cosi la possiamo chiamare, meritata quella di Michela Maria Zanon.

Nell’invitarvi a leggere la rivista con l’auspicio  ché  possa essere di vostro gradimento, vi ricordo che il prossimo numero sarà online Venerdì 19 novembre e vi invito a partecipare numerosi.

Vi aspettiamo , iniziate da oggi a inviare le vostre opere.

Contatti:

Io scrittore blog : ioscrittore@virgilio.it

Per le recensioni :  ioscrittore@virgilio.it   oppure elisabetta.recensioni@gmail.com

Per le poesie: rosasere@live.it


                                                                  http://madmagz.com/magazine/160653#/page/1






martedì 2 ottobre 2012

La rivalutazione dell'eros.

Ha varie sfumature l’amore:  la dolcezza, la tenerezza, la passione  e in fine, ma non per ultimo, l’eros, queste, per l’appunto, sono alcune delle più alte manifestazioni di quest’ultimo.

L'amore non è mai una relazione; l'amore è relazionarsi.

Viviamo in un epoca in cui la sessualità sta vincendo sull’eros. In effetti per notare la cosa basta rivolgere alle persone una semplice  domanda :  cos’è l’eros? Queste, quasi sicuramente, risponderanno dicendo “sessualità”.

Andiamo indietro nel tempo, “Eros”  Dio dell’amore , nelle origini non era considerato divinità, ma pura forza ed attrazione: per Omero infatti rappresentava l'attrazione irresistibile fra due persone  che può portarli a perdere la ragione.

Nella psicologia l’eros rappresenta un rapporto duale che ha alla sua base uno scambio emotivo di diversa intensità e durata.

L’eros dovrebbe far parte del quotidiano, soprattutto di una coppia, perfetta rappresentazione ne è Venere nella bilancia, segno della relazione per eccellenza. Ovviamente lo scambio deve avvenire a più livelli, emotivo, psicologico, affettivo e sessuale.

A contribuire alla mortificazione dell’eros, nel corso dei secoli, indubbiamente sono state le varie religioni, che, non lo hanno mai “predicato”, se non come peccato.

Oggi, che, ci siamo liberati, quasi del tutto, dei vari tabù e da false morali, stiamo andando incontro ad un altro grandissimo errore, dovuto alla “cattiva” interpretazione della libertà sessuale, quest’ultima ci porta infatti a confondere il sesso con l’eros, come spiegato inizialmente, infatti tante persone si trovano a vivere varie esperienze sessuali prive di quell’unione emotiva di cui l’eros è messaggero.

La sessualità senza eros, anche all’interno della coppia, diventa qualcosa di grezzo e di meccanico, mentre ciò che nutre l’anima e dunque appaga lo spirito, è la capacità di giungere ad un unione più profonda ed intima, capace di regalare,  soprattutto, un piacere emotivo e non solo carnale, tutto ciò può giungere solo grazie alla condivisione di un’intesa che vada al di là di quella fisica e arrivi a toccare la sfera emotiva e sentimentale.


  (© Rosa Maria )
       
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lunedì 1 ottobre 2012

Psp, Xbox? Perché non un E-book? Come avvicinare i bambini alla lettura


Dal punto di vista sociale, è dimostrato che i bambini abituati alla lettura operata dalla famiglia in età prescolare, presentano migliore rendimento scolastico, inserimento sociale, capacità di risoluzione dei problemi.
Sotto il profilo culturale, infine, la trasmissione di storie e racconti da adulti a bambini è stato visto come uno dei canali del passaggio di valori, messaggi etici e tradizioni da una generazione all’altra.
Oggi i nostri figli leggono poco, la loro attenzione è sempre più rivolta alle tecnologie, dai videogames, ai cellulari ai pc etc…
Per solleticare l’interesse e la curiosità, il libro deve diventare nelle loro mani uno strumento magico e allettante, ma se proprio non ne vogliono sapere perché non rendere il libro un’ oggetto multimediale??
In questo la tecnologia oggi ci viene in aiuto, cosa può farlo meglio di un E-book, e dunque un libro interamente digitale?
L’ e-book  è il mezzo migliore per avvicinare i bambini alla lettura perché quelle piccole creature che passano dall’ iPod al Gameboy alla Xbox, e tutto sanno su  gadgets e computers, pensano che la vita sia un’esperienza multimediale.
Il libro è un’esperienza che coinvolge la stampa, oppure la stampa e la grafica, mentre l’e-Book è un’esperienza multimediale.
Invece di storcere il naso e di vedere l’e-Book come il killer della stampa tradizionale, sarebbe bene cominciare a pensare agli effetti positivi che potrebbe avere sull’educazione dei giovani.

                                                                                                                                       Rosa Maria


(© Rosa Maria )
          
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