Spett.le sign -------------------------
In relazione al rapporto che intercorre
tra me e la sua persona, relativo alla locazione dell' immobile sito
in via ---------, piano primo, di cui è proprietario e
del quale sono affittuaria a partire dal primo di Giugno dell'anno
corrente, comunico quanto segue:
Essendo venuto meno il pacifico
godimento dell'immobile, secondo quanto previsto dalle leggi vigenti
in materia (v. art. 1585 c.c.) chiedo chiarimenti a tal proposito ed
esprimo la mia volontà di continuare ad usufruire dell'immobile nei
modi e nei tempi consentiti dalla legge.
Di seguito espongo i miei diritti e le
modalità in cui ritengo siano venuti meno.
Il pacifico godimento dell'immobile
prevede che l'inquilino affittuario possa godere dello stesso in modo
indisturbato e che il locatore percepisca per ciò un canone mensile.
Ad oggi ho regolarmente pagato l'importo di locazione, in contanti ed
entro il giorno 10 di ogni mese, ma ahimè, ogni qual volta mi sono
sentita richiamare per problemi legati al condominio, di cui, come le
è noto, facciamo parte solo due famiglie: la mia e quella di suo
fratello. Ritengo che ciò non dovrebbe interferire nel rapporto che
intercorre tra me e lei, ma essere discusso in maniera democratica,
anziché totalitaria, in una riunione condominiale. Come ben saprà
in ogni condomino è presente un amministratore e un'assemblea che
vaglia doveri e oneri, ma è anche vero che nel caso specifico
l'assemblea sarebbe composta da soli 2 condomini e venirne a capo
senza l'ausilio di un amministratore sarebbe difficile, considerando
anche i conflitti che vanno al di là del contratto tra le nostre
due parti, e sfociano in problematiche familiari nelle quali non è
mia spettanza entrare, né vostra mettermi in mezzo. Precisato ciò,
non ritengo di essere venuta meno ai doveri di condomine, né a
quelli di affittuaria. Ogni mese ho pagato l'affitto e ogni settimana
lavato regolarmente la scala e il portone di ingresso, andando
incontro alle mie esigenze, per orari e giorni, come del resto gli
altri condomini, che durante i mesi estivi, essendosi trasferiti
temporaneamente nella casa delle vacanze, hanno usato l'abitazione
sporadicamente e sono venuti meno ai doveri di pulizia della scala,
ma non ad accettarsi se io la pulissi o meno. Di conseguenza ogni
mese, in maniera piuttosto frequente, lei mi ha fatto presente che la
scala non era pulita come desiderava la signora, nella persona di sua
cognata, e anche che i miei figli erano rumorosi ed utilizzavano le
scale per uscire o entrare dal palazzo più volte al giorno. A tal
proposito le faccio presente che il numero di volte in cui una
persona esce ed entra dalla propria abitazione, non dovrebbe essere
materia di interesse del condomino, in quanto l'utilizzo delle scale
e dell'aria di ingresso ad un'abitazione è un diritto di chi ci
vive. Pertanto i miei figli sono liberi di scendere a giocare in
cortile e di salire a casa anche 10 volte in un paio di ore, se hanno
necessità fisiologiche, come andare in bagno, bere, mangiare, o
bisogno di prendere un giocattolo e cos'altro possa spingere 2
bambini ad interrompere il gioco e recarsi a casa propria, nel
rispetto degli altri condomini, ai quali non suonano il campanello
nel farlo. Ritengo inumano limitare la libertà di due bambini, come
ritengo un'arrampicata sugli specchi affermare che la polvere per le
scale dipenda esclusivamente dalle volte in cui entrano ed escono,
perché, converrà con me, che ci sono fattori esterni ed ambientali
che interferiscono, per dirla in parole povere: se nelle scale entra
la piuma di un volatile o la foglia di un albero, dipende sì dal
fatto che è stato aperto il portone di ingresso, ma anche dal vento
esterno e dallo sporco presente nel suolo esterno al palazzo, la cui
pulizia spetta al comune, non essendo una proprietà privata, ma che
nei casi presi in esempio dipende da fattori ambientali che lo stesso
non può evitare, in quanto si parla di fenomeni naturali di piccola
entità. A tal proposito ritengo inopportuno che lei, forse su
invito degli altri inquilini, continui a farmi presente che la scala
è sporca e che va pulita, poiché la pulizia spetta alla mia persona
una volta alla settimana, fatta eccezione (per educazione) di alcuni
casi in cui io o i miei figli sporchiamo involontariamente le scale,
come ad esempio se sgocciola del gelato o latro, casi in cui, non
sono venuta meno, pulendo la scala anche se le avevo pulita il giorno
prima.
Gli altri condomini mi sembrano
intransigenti quando si parla di me ma tolleranti quando si tratta di
loro, poiché spesse volte lasciano nelle scale di uso comune, come
l'ingresso, oggetti personali, come confezioni di acqua, borsoni per
lo sport e oggetti vari, anche costosi. Oggetti incustoditi che
qualora si perdessero, probabilmente, vedrebbero accusati i miei
figli di 7 e 9 anni o qualche amichetto della stessa età che entra
ed esce da casa mia, mentre giocano. E' inutile dirle che la
curiosità dei bambini non può essere del tutto controllata,
soprattutto in un ambiente esterno a quello domestico, come la scala,
pertanto la informo che non risponderei mai in caso di un eventuale
smarrimento di oggetti lasciati incustoditi da adulti. Le dico ciò
perché tempo fa mi capitò di trovare per le scale un oggetto che
sembrava l'elica di un aeroplano per bambini, ma in realtà era un
oggetto tecnologico ( elica di un drone) utilizzato per fare
fotografie dall'alto. Converrà con me che se al mio posto ci fosse
stato un bambino, probabilmente, incuriosito lo avrebbe preso.
Fortunatamente non è accaduto, ma viste le divergenze è bene far
presente che lasciare oggetti incustoditi è responsabilità di chi
lo fa.
Considerando che gli altri condomini si
curano parecchio dei miei doveri, ritengo giusto farle presente che
vengono meno ai loro e in diversi modi: uno, come appena detto,
lasciando oggetti incustoditi per le scale, due parcheggiando
continuamente la macchina attaccata al portone di ingresso, non
lasciando lo spazio previsto dalla legge, limitando il passaggio, con
annesse difficoltà nel salire buste della spesa e quant'altro.
Un altro fattore di discussione è
quello relativo ai rumori di due bambini, che non posso né voglio
immobilizzare o mettere a tacere. Per tanto invito i vicini ad agire
secondo quanto previsto dalla legge in materia di inquinamento
acustico, rivolgendosi ai vigili urbani o all'organo di competenza,
nello specifico: l’Arpa (Azienda Regionale per la Protezione
dell’Ambiente).
La materia è disciplinata
dall'articolo 844 del codice civile, che funge da faro in materia
di inquinamento acustico, prevedendo due distinte azioni a favore del
soggetto danneggiato: una rivolta all'eliminazione della causa, e
l’altra di carattere personale, volta al risarcimento
dell’eventuale danno ex art.2043 c.c.
Occorre tuttavia precisare che
l’accertamento della normale tollerabilità deve essere valutato da
un tecnico, che sia in grado di stabilire se le immissioni sonore
eccedano o meno la soglia di tolleranza e se la salute degli
interessati subisca o possa subire un pregiudizio apprezzabile. Va
comunque evidenziato che l’intervento dell’Arpa deve essere solo
quando i rumori siano continuativi e dimostrabili. Una volta
stabilito con un tecnico l’effettivo disturbo, è possibile
richiedere appositi provvedimenti.
Dal mio canto non penso che i rumori
dei miei figli costituiscano inquinamento acustico o siano frequenti
e nelle ore di riposo, ma sono disponile a lasciarlo accertare dagli
organi competenti, che vi ho citato di sopra per venirvi in contro,
vista la mia volontà di risolvere le cose in maniera pacifica e a
norma di legge.
Non mi dilungo oltre nell'elencare le
problematiche del caso, che lei conosce, ma la invito a regolarizzare
la mia posizione e a mettermi nella condizione di poter usufruire
dell'immobile senza subire molestie, quali i continui richiami.
Inoltre la invito a fornirmi un codice iban o le coordinate di una
ricaricabile, dove poter effettuare il versamento relativo al canone
di locazione, evitando così incontri e dibattiti, augurandomi che
non venga a suonare il campanello, come avvenuto fino ad oggi, per
richiamarmi, cosa che se ritiene opportuna e motivata, potrà fare
rivolgendosi ad un legale che prenderà contatti con me e con
l'eventuale avvocato a cui affiderò la controversia.
La invito inoltre a provvedere ai
lavori di cui necessita l'abitazione da me in uso, ai quali ad oggi
non ha ancora provveduto, come la riparazione della caldaia, in
considerazione del fatto che andiamo incontro a temperature invernali
e con due bambini avrò necessità di usufruire dell'impianto di
riscaldamento, attualmente non funzionante a causa dei problemi
della stessa. Faccio inoltre presente di aver dovuto munire
l'immobile di uno scaldabagno e di averlo fatto a mie spese, per i
medesimi problemi, da lei conosciuti al momento della locazione.
Qualora desiderasse, come espresso
formalmente nell'ultimo incontro avvenuto tra noi, la cessazione del
rapporto che intercorre e senza preavviso, mi vedrò costretta a
richiederle, come previsto dalla legge, il versamento del
corrispettivo pari a 6 mesi di locazione o i costi dell'eventuale
trasloco, avendo da soli tre mesi affrontato tali spese e non essendo
nella condizione economica di poter far fronte alle spese inerenti
allo smontaggio e montaggio dei mobili e al canone per l'allaccio
delle utenze, da me affrontate di recente nell'abitazione sopra
citata.
La prego di farmi pervenire una
risposta formale per mezzo raccomandata, evitando di venire a
disturbare il sereno svolgimento delle mie mansioni quotidiane. Le
ricordo inoltre che se decidesse di lasciarmi l'abitazione in uso,
dovrà farmi avere le coordinate bancarie o postali per effettuare
il pagamento della mensilità e in concomitanza provvedere ai lavori
di cui necessita l'immobile, inclusi nel mensile che sono tenuta a
versare e ai quali è tenuto a provvedere dal momento in cui
percepisce dei soldi che non mi piovono dal cielo e che con enormi
sacrifici e grande dignità provvedo ogni mese a pagare..
Resto in attesa di un suo gentile
riscontro, che diversamente dovrò richiedere attraverso l'ausilio di
un legale, con conseguenti costi a suo carico.
Cordialmente.
(Lettera di una madre che vive in condominio. .Educate i vostri figli al rispetto dell'ambiente che li circonda, ma non permettete all'ambiente che li circonda di limitarne la fanciullezza.)
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