(Questo è un diario che scrivo in preda agli stati d'animo, sono ammessi i "refusi" non le critiche sterili...Questo è il mio mondo parallelo.... Accomodatevi senza far rumore)

L’inchiostro è silenzioso solo il foglio può udirlo. Lui non vede me legge il mio io.
"Scrivere è un bisogno intimo e personale che nasce dal desiderio di proiettare se stessi in una dimensione che non sia solo la propria, ma parte di un contesto universale. Pubblicare, invece, nasce dal bisogno di donare al mondo quella parte di sé che ne è l'anima, o che dovrebbe esserlo, in contesto universale in cui non esiste il singolo ma i molti, in cui il valore principale dovrebbe essere la versatilità del singolo nel multiplo."
E sarò sbagliata, come tutti quelli che hanno osato essere diversi, o semplicemente sono riusciti ad essere se stessi....
L’essere non è altro che la presa di potere del sentire sul pensare…..Ho sempre provato pena per quelle anime che si sono lasciate vivere senza mai viversi....(Rosa Maria)


Licenza Creative Commons
I miei sogni di carta by Rosa Maria is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Unported License.

Le immagini sono prese dal web, qualora violassero il copyright invito a segnalarmelo, o a fornirmi l'identità dell'autore cosi da poterla inserire.

sito internet





venerdì 9 settembre 2016

Educate i vostri figli al rispetto dell'ambiente che li circonda, ma non permettete all'ambiente che li circonda di limitarne la fanciullezza.

Spett.le sign -------------------------

In relazione al rapporto che intercorre tra me e la sua persona, relativo alla locazione dell' immobile sito in via ---------, piano primo, di cui è proprietario e del quale sono affittuaria a partire dal primo di Giugno dell'anno corrente, comunico quanto segue:

Essendo venuto meno il pacifico godimento dell'immobile, secondo quanto previsto dalle leggi vigenti in materia (v. art. 1585 c.c.) chiedo chiarimenti a tal proposito ed esprimo la mia volontà di continuare ad usufruire dell'immobile nei modi e nei tempi consentiti dalla legge.
Di seguito espongo i miei diritti e le modalità in cui ritengo siano venuti meno.

Il pacifico godimento dell'immobile prevede che l'inquilino affittuario possa godere dello stesso in modo indisturbato e che il locatore percepisca per ciò un canone mensile. Ad oggi ho regolarmente pagato l'importo di locazione, in contanti ed entro il giorno 10 di ogni mese, ma ahimè, ogni qual volta mi sono sentita richiamare per problemi legati al condominio, di cui, come le è noto, facciamo parte solo due famiglie: la mia e quella di suo fratello. Ritengo che ciò non dovrebbe interferire nel rapporto che intercorre tra me e lei, ma essere discusso in maniera democratica, anziché totalitaria, in una riunione condominiale. Come ben saprà in ogni condomino è presente un amministratore e un'assemblea che vaglia doveri e oneri, ma è anche vero che nel caso specifico l'assemblea sarebbe composta da soli 2 condomini e venirne a capo senza l'ausilio di un amministratore sarebbe difficile, considerando anche i conflitti che vanno al di là del contratto tra le nostre due parti, e sfociano in problematiche familiari nelle quali non è mia spettanza entrare, né vostra mettermi in mezzo. Precisato ciò, non ritengo di essere venuta meno ai doveri di condomine, né a quelli di affittuaria. Ogni mese ho pagato l'affitto e ogni settimana lavato regolarmente la scala e il portone di ingresso, andando incontro alle mie esigenze, per orari e giorni, come del resto gli altri condomini, che durante i mesi estivi, essendosi trasferiti temporaneamente nella casa delle vacanze, hanno usato l'abitazione sporadicamente e sono venuti meno ai doveri di pulizia della scala, ma non ad accettarsi se io la pulissi o meno. Di conseguenza ogni mese, in maniera piuttosto frequente, lei mi ha fatto presente che la scala non era pulita come desiderava la signora, nella persona di sua cognata, e anche che i miei figli erano rumorosi ed utilizzavano le scale per uscire o entrare dal palazzo più volte al giorno. A tal proposito le faccio presente che il numero di volte in cui una persona esce ed entra dalla propria abitazione, non dovrebbe essere materia di interesse del condomino, in quanto l'utilizzo delle scale e dell'aria di ingresso ad un'abitazione è un diritto di chi ci vive. Pertanto i miei figli sono liberi di scendere a giocare in cortile e di salire a casa anche 10 volte in un paio di ore, se hanno necessità fisiologiche, come andare in bagno, bere, mangiare, o bisogno di prendere un giocattolo e cos'altro possa spingere 2 bambini ad interrompere il gioco e recarsi a casa propria, nel rispetto degli altri condomini, ai quali non suonano il campanello nel farlo. Ritengo inumano limitare la libertà di due bambini, come ritengo un'arrampicata sugli specchi affermare che la polvere per le scale dipenda esclusivamente dalle volte in cui entrano ed escono, perché, converrà con me, che ci sono fattori esterni ed ambientali che interferiscono, per dirla in parole povere: se nelle scale entra la piuma di un volatile o la foglia di un albero, dipende sì dal fatto che è stato aperto il portone di ingresso, ma anche dal vento esterno e dallo sporco presente nel suolo esterno al palazzo, la cui pulizia spetta al comune, non essendo una proprietà privata, ma che nei casi presi in esempio dipende da fattori ambientali che lo stesso non può evitare, in quanto si parla di fenomeni naturali di piccola entità. A tal proposito ritengo inopportuno che lei, forse su invito degli altri inquilini, continui a farmi presente che la scala è sporca e che va pulita, poiché la pulizia spetta alla mia persona una volta alla settimana, fatta eccezione (per educazione) di alcuni casi in cui io o i miei figli sporchiamo involontariamente le scale, come ad esempio se sgocciola del gelato o latro, casi in cui, non sono venuta meno, pulendo la scala anche se le avevo pulita il giorno prima.
Gli altri condomini mi sembrano intransigenti quando si parla di me ma tolleranti quando si tratta di loro, poiché spesse volte lasciano nelle scale di uso comune, come l'ingresso, oggetti personali, come confezioni di acqua, borsoni per lo sport e oggetti vari, anche costosi. Oggetti incustoditi che qualora si perdessero, probabilmente, vedrebbero accusati i miei figli di 7 e 9 anni o qualche amichetto della stessa età che entra ed esce da casa mia, mentre giocano. E' inutile dirle che la curiosità dei bambini non può essere del tutto controllata, soprattutto in un ambiente esterno a quello domestico, come la scala, pertanto la informo che non risponderei mai in caso di un eventuale smarrimento di oggetti lasciati incustoditi da adulti. Le dico ciò perché tempo fa mi capitò di trovare per le scale un oggetto che sembrava l'elica di un aeroplano per bambini, ma in realtà era un oggetto tecnologico ( elica di un drone) utilizzato per fare fotografie dall'alto. Converrà con me che se al mio posto ci fosse stato un bambino, probabilmente, incuriosito lo avrebbe preso. Fortunatamente non è accaduto, ma viste le divergenze è bene far presente che lasciare oggetti incustoditi è responsabilità di chi lo fa.
Considerando che gli altri condomini si curano parecchio dei miei doveri, ritengo giusto farle presente che vengono meno ai loro e in diversi modi: uno, come appena detto, lasciando oggetti incustoditi per le scale, due parcheggiando continuamente la macchina attaccata al portone di ingresso, non lasciando lo spazio previsto dalla legge, limitando il passaggio, con annesse difficoltà nel salire buste della spesa e quant'altro.

Un altro fattore di discussione è quello relativo ai rumori di due bambini, che non posso né voglio immobilizzare o mettere a tacere. Per tanto invito i vicini ad agire secondo quanto previsto dalla legge in materia di inquinamento acustico, rivolgendosi ai vigili urbani o all'organo di competenza, nello specifico: l’Arpa (Azienda Regionale per la Protezione dell’Ambiente).

La materia è disciplinata dall'articolo 844 del codice civile, che funge da faro in materia di inquinamento acustico, prevedendo due distinte azioni a favore del soggetto danneggiato: una rivolta all'eliminazione della causa, e l’altra di carattere personale, volta al risarcimento dell’eventuale danno ex art.2043 c.c.
Occorre tuttavia precisare che l’accertamento della normale tollerabilità deve essere valutato da un tecnico, che sia in grado di stabilire se le immissioni sonore eccedano o meno la soglia di tolleranza e se la salute degli interessati subisca o possa subire un pregiudizio apprezzabile. Va comunque evidenziato che l’intervento dell’Arpa deve essere solo quando i rumori siano continuativi e dimostrabili. Una volta stabilito con un tecnico l’effettivo disturbo, è possibile richiedere appositi provvedimenti.

Dal mio canto non penso che i rumori dei miei figli costituiscano inquinamento acustico o siano frequenti e nelle ore di riposo, ma sono disponile a lasciarlo accertare dagli organi competenti, che vi ho citato di sopra per venirvi in contro, vista la mia volontà di risolvere le cose in maniera pacifica e a norma di legge.

Non mi dilungo oltre nell'elencare le problematiche del caso, che lei conosce, ma la invito a regolarizzare la mia posizione e a mettermi nella condizione di poter usufruire dell'immobile senza subire molestie, quali i continui richiami. Inoltre la invito a fornirmi un codice iban o le coordinate di una ricaricabile, dove poter effettuare il versamento relativo al canone di locazione, evitando così incontri e dibattiti, augurandomi che non venga a suonare il campanello, come avvenuto fino ad oggi, per richiamarmi, cosa che se ritiene opportuna e motivata, potrà fare rivolgendosi ad un legale che prenderà contatti con me e con l'eventuale avvocato a cui affiderò la controversia.
La invito inoltre a provvedere ai lavori di cui necessita l'abitazione da me in uso, ai quali ad oggi non ha ancora provveduto, come la riparazione della caldaia, in considerazione del fatto che andiamo incontro a temperature invernali e con due bambini avrò necessità di usufruire dell'impianto di riscaldamento, attualmente non funzionante a causa dei problemi della stessa. Faccio inoltre presente di aver dovuto munire l'immobile di uno scaldabagno e di averlo fatto a mie spese, per i medesimi problemi, da lei conosciuti al momento della locazione.
Qualora desiderasse, come espresso formalmente nell'ultimo incontro avvenuto tra noi, la cessazione del rapporto che intercorre e senza preavviso, mi vedrò costretta a richiederle, come previsto dalla legge, il versamento del corrispettivo pari a 6 mesi di locazione o i costi dell'eventuale trasloco, avendo da soli tre mesi affrontato tali spese e non essendo nella condizione economica di poter far fronte alle spese inerenti allo smontaggio e montaggio dei mobili e al canone per l'allaccio delle utenze, da me affrontate di recente nell'abitazione sopra citata.

La prego di farmi pervenire una risposta formale per mezzo raccomandata, evitando di venire a disturbare il sereno svolgimento delle mie mansioni quotidiane. Le ricordo inoltre che se decidesse di lasciarmi l'abitazione in uso, dovrà farmi avere le coordinate bancarie o postali per effettuare il pagamento della mensilità e in concomitanza provvedere ai lavori di cui necessita l'immobile, inclusi nel mensile che sono tenuta a versare e ai quali è tenuto a provvedere dal momento in cui percepisce dei soldi che non mi piovono dal cielo e che con enormi sacrifici e grande dignità provvedo ogni mese a pagare..
Resto in attesa di un suo gentile riscontro, che diversamente dovrò richiedere attraverso l'ausilio di un legale, con conseguenti costi a suo carico.


Cordialmente.  

(Lettera di una madre che vive in condominio. .Educate i vostri figli al rispetto dell'ambiente che li circonda, ma non permettete all'ambiente che li circonda di limitarne la fanciullezza.)


Nessun commento:

Posta un commento