(Questo è un diario che scrivo in preda agli stati d'animo, sono ammessi i "refusi" non le critiche sterili...Questo è il mio mondo parallelo.... Accomodatevi senza far rumore)

L’inchiostro è silenzioso solo il foglio può udirlo. Lui non vede me legge il mio io.
"Scrivere è un bisogno intimo e personale che nasce dal desiderio di proiettare se stessi in una dimensione che non sia solo la propria, ma parte di un contesto universale. Pubblicare, invece, nasce dal bisogno di donare al mondo quella parte di sé che ne è l'anima, o che dovrebbe esserlo, in contesto universale in cui non esiste il singolo ma i molti, in cui il valore principale dovrebbe essere la versatilità del singolo nel multiplo."
E sarò sbagliata, come tutti quelli che hanno osato essere diversi, o semplicemente sono riusciti ad essere se stessi....
L’essere non è altro che la presa di potere del sentire sul pensare…..Ho sempre provato pena per quelle anime che si sono lasciate vivere senza mai viversi....(Rosa Maria)


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venerdì 2 novembre 2012

Recensione

Un racconto scritto da una donna, in cui ogni uomo può rivedersi, ma ogni donna può ritrovarsi.
Troviamo con sorpresa passioni che ci inondano, che ci fanno disperare e gioire quasi quanto i personaggi stessi che le provano.
L’amore è discusso, l’eros descritto senza inciampare nel banale o nel comune, un congiungersi , quello dei due amanti ,che va a sfiorare l’assoluto; dove l’amore è abbandono all’essenza e dono di sé all’altro.
In questo racconto non ci viene presentata la donna forte e indipendente, bensì quella che ha preso un colpo basso e tenta, faticosamente, con dignità di rialzarsi.
Le parole, pagina dopo pagina, ci sussurrano sentimenti che tutte le donne hanno provato, e per questo ci si ritrova, fra queste pagine,  si assaporano con dolceamaro rimpianto.
Nonostante tutto il racconto esce da questo panorama di tristezza integro, senza che le situazioni presentate cadano nella squallida falsariga del “luogo comune”, mettendo in evidenza il potenziale di ogni donna nel poter affrontare certe sfide, anche se queste sembrano, alle volte, insormontabili.
Un racconto per certi aspetti psicanalitico, dove  l'uso della narrazione in prima persona scandaglia profondamente l'animo della protagonista,  facendoci, cosi, assistere ai cambiamenti psicologici ed emotivi, soprattutto, le emozioni si intrecciano coinvolgendo e straziando il lettore.
La componente autobiografica, qui, si sente più che mai, una lettura che ci permette di scoprire la donna più che l’autrice.



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