(Questo è un diario che scrivo in preda agli stati d'animo, sono ammessi i "refusi" non le critiche sterili...Questo è il mio mondo parallelo.... Accomodatevi senza far rumore)

L’inchiostro è silenzioso solo il foglio può udirlo. Lui non vede me legge il mio io.
"Scrivere è un bisogno intimo e personale che nasce dal desiderio di proiettare se stessi in una dimensione che non sia solo la propria, ma parte di un contesto universale. Pubblicare, invece, nasce dal bisogno di donare al mondo quella parte di sé che ne è l'anima, o che dovrebbe esserlo, in contesto universale in cui non esiste il singolo ma i molti, in cui il valore principale dovrebbe essere la versatilità del singolo nel multiplo."
E sarò sbagliata, come tutti quelli che hanno osato essere diversi, o semplicemente sono riusciti ad essere se stessi....
L’essere non è altro che la presa di potere del sentire sul pensare…..Ho sempre provato pena per quelle anime che si sono lasciate vivere senza mai viversi....(Rosa Maria)


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giovedì 1 novembre 2012

A te...


La notte è magica; sotto un cielo stellato i sogni si perdono, gli amanti si trovano, e la magia ha inizio per poi finire.
Alcuni sogni sono come la vita breve delle farfalle, un battito d’ali e volano via, si perdono tra le infinite strade della vita, o forse, tra i piccoli luoghi comuni del mondo. Chissà?
So solo che mi ritrovo qua. La notte è anche, o soprattutto, dei poeti. Di chi ha un animo leggero capace di volare oltre o di sorvolare le banalità a cui  la società ci ha abituati.
La malinconia, compagna temeraria della solitudine, ha parole che si posano sui fogli, solo su essi, gli unici capaci di udirle, o forse di comprenderle. Nella vita ho imparato che puoi anche urlare ma sarai sentita solo da chi saprà ascoltare, a quel punto anche rimanendo in silenzio.
E’ strano, oggi non mi ritrovo a sognare qualcosa che ho perso, ma qualcosa che non ho vissuto. Oggi sogno quel che sarebbe potuto essere, sogno quel noi che dopo aver piantato un seme ha calpestato quel piccolo fiore che stava sbocciando. 
Sogno quel noi che ha chiuso le porte del cuore per aprire quelle del mondo.
Eravamo troppo simili, ma con punti di vista troppo diversi.Entrambi testardi e persi, ad inseguire quelle nostre idee, che forse tanto nostre non erano. Ti sei mai chiesto quanto di tuo ci fosse nei tuoi “preconcetti”?
Io tante volte, mi sono domandata quanto di mio ci fosse nei  mie pensieri, be, sai di cosa mi sono accorta?  C’era tanto di me, ma ancor più di noi. Mentre tu stavi a sentire le loro parole io le combattevo. Ero un io che si batteva per un noi, un noi che nel tuoi io,forse, non esisteva.




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