(Questo è un diario che scrivo in preda agli stati d'animo, sono ammessi i "refusi" non le critiche sterili...Questo è il mio mondo parallelo.... Accomodatevi senza far rumore)

L’inchiostro è silenzioso solo il foglio può udirlo. Lui non vede me legge il mio io.
"Scrivere è un bisogno intimo e personale che nasce dal desiderio di proiettare se stessi in una dimensione che non sia solo la propria, ma parte di un contesto universale. Pubblicare, invece, nasce dal bisogno di donare al mondo quella parte di sé che ne è l'anima, o che dovrebbe esserlo, in contesto universale in cui non esiste il singolo ma i molti, in cui il valore principale dovrebbe essere la versatilità del singolo nel multiplo."
E sarò sbagliata, come tutti quelli che hanno osato essere diversi, o semplicemente sono riusciti ad essere se stessi....
L’essere non è altro che la presa di potere del sentire sul pensare…..Ho sempre provato pena per quelle anime che si sono lasciate vivere senza mai viversi....(Rosa Maria)


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giovedì 25 luglio 2013

Non eravamo fatti per amarci. Non più. La vita se da un lato era stata generosa con noi dall’altro ci aveva tolto troppo…. Ci aveva portati ad avere una visione della realtà troppo alterata dal nostro immaginario…. Non credevamo più…. Eravamo giovani ma avevamo un vissuto troppo lungo alle nostre spalle. Era stato questo che ci aveva condotti a buttarci disperatamente nella carriera… Entrambi non riuscivamo più a scinderci da chi eravamo, da cosa dovevamo, ai nostri figli prima che a noi….Avevamo perso di vista l’uomo e la donna, nonostante, per la giovane età ne conservavamo ancora inalterati gli impulsi… Fu’ l’istinto, infatti, a far sì che le nostre vite inesorabilmente si “scontrassero”, come un incidente in “perfetta regola”… Eravamo due conducenti in corsa…Verso cosa? Rincorrevamo una meta e ci scoprimmo due metà…. Due pezzi di un grande disegno “divino”… Per la prima volta dopo anni il destino ci aveva giocato un tranello, ci aveva intrappolati, o forse ci aveva finalmente resi liberi facendoci scontrare con noi stessi e poi con l’altro, mettendoci davanti come un uomo e una donna….Mi chiese il numero e non esitai a darglielo; avevamo avuto un “incidente” dovevamo rivederci, valutare i danni, ammortizzare le “spese”, è cosi che avviene quando si è al comando di due vite in piena corsa… Dovevamo rivederci…Volevamo rivederci… La settimana dopo ci ritrovammo a fare l’amore al’l’improvviso…. Fu’ come quando ci eravamo conosciuti: lo stesso istinto che ci aveva fatti scontrare ci guidò l’uno verso l’altro… Guardai all’amore come un più… Nessuno dei due avrebbe rinunciato alle aspirazioni, ai ruoli, ai doveri, ai sogni… Riuscivo di nuovo a credere nell’amore….Sì, l’amore era un’addizione, nessuno avrebbe sottratto all’altro… In quell’istante, inconsapevolmente, sommammo le nostre vite e ci completammo….


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