(Questo è un diario che scrivo in preda agli stati d'animo, sono ammessi i "refusi" non le critiche sterili...Questo è il mio mondo parallelo.... Accomodatevi senza far rumore)

L’inchiostro è silenzioso solo il foglio può udirlo. Lui non vede me legge il mio io.
"Scrivere è un bisogno intimo e personale che nasce dal desiderio di proiettare se stessi in una dimensione che non sia solo la propria, ma parte di un contesto universale. Pubblicare, invece, nasce dal bisogno di donare al mondo quella parte di sé che ne è l'anima, o che dovrebbe esserlo, in contesto universale in cui non esiste il singolo ma i molti, in cui il valore principale dovrebbe essere la versatilità del singolo nel multiplo."
E sarò sbagliata, come tutti quelli che hanno osato essere diversi, o semplicemente sono riusciti ad essere se stessi....
L’essere non è altro che la presa di potere del sentire sul pensare…..Ho sempre provato pena per quelle anime che si sono lasciate vivere senza mai viversi....(Rosa Maria)


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domenica 31 marzo 2013

Poggiai il capo sul cuscino e tentai di dormire. Nulla. Non riuscivo a prendere sonno ma, per via della stanchezza,non riuscivo neanche a stare sveglia.Ad un certo punto entrai in uno stato di dormiveglia, iniziarono a passarmi per la mente gli ultimi anni della mia vita e i primissimi della mia infanzia. Ero una bambina e stavo passeggiando mano per la mano con papà, poi iniziai a correre, sapevo che mi avrebbe raggiunta, come sempre,ma quella volta mi sbagliai.Più correvo e più diventavo grande,ad un certo punto della corsa mi accorsi che papà non arrivava.Ebbi paura ma non mi fermai, non potevo rimanere lì, da sola, sul ciglio della strada. Poco dopo solo il buio finché non mi accorsi di essere arrivata in una stanza senza via d'uscita. Difronte a me c'erano due donne identiche ma diverse. Sembrava quasi che l'una fosse il pezzo mancante dell'altra; due pezzi dello stesso puzzle che non riuscivano a incastrarsi, eppure si vedeva che si appartenevano, ma si vedeva anche che il tempo ne aveva corroso i margini impedendone così la perfetta unione. Piccola ,sola e impaurita rimasi immobile a guardarle. La prima aveva l'aria di essere una donna affermata, era vestita, truccata e pettinata di tutto punto, la seconda era identica in viso ma del tutto differente, si vedeva subito che era fragile e insicura. Ad un certo punto la prima la guardò e le disse: "Ti sei vista? Hai visto come ti sei ridotta? Questa non sei tu. Non lasciare che sia tua madre a dirti chi sei.Tu non sei cosi, non sei una fallita,tu sei me.Alzati e riprenditi il tuo sogno". Ad un tratto l'altra donna scomparve, si dissolse nel nulla. Iniziai ad aver paura, poi quella donna mi guardò e allargò le braccia come a volermi raccogliere, "vieni qui"- mi disse. Esitai un attimo e poi riuscii ad aprire bocca: "mi sono persa.Ero insieme a mio padre, ho iniziato a correre e non l'ho più trovato.Non so come sono giunta fin qui né perché." La donna mi guardò sorridendo, ritese le mani e poi mi disse: "Io ero il tuo sogno, ora sono quella che sei diventata. Il giorno che perdesti tuo padre smarristi la via, ora eri sul punto di perderti di nuovo,ma i tuoi sogni sono venuti a riprenderti. Hai percorso tanta strada da allora e tanta ne hai ancora davanti,non mandare tutto al diavolo. La bambina che eri non esiste più. La via buia che hai percorso è quella della consapevolezza, un viaggio che prima o poi occorre fare. Non voltarti , salta in braccio ai tuoi sogni."Mi svegliai di soprassalto o forse non avevo neanche dormito. La consapevolezza è così, come un flashback, ti prende nel buio, al''improvviso, e ti riporta alla luce....
Il mattino seguente smisi una volta per tutte di dare spiegazioni a mia madre e iniziai a dare risposte a me stessa. Bisogna fare i conti con chi siamo non con chi ci crede o ci vorrebbe il mondo.

(Flashback...poco più che una bambina nient'altro che una donna)





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