Guardò la madre negli occhi e scorse il solito sguardo di disapprovazione, lo stesso di molti anni prima. Nonostante fossero passati anni da quando, poco più che ragazzina, aveva lasciato quella casa tutto era rimasto esattamente uguale. Tra sé e sé si domando , per l'ennesima volta , il perché di quel rifiuto; ad un tratto le scivolarono via dalle mani i libri e alcuni articoli di giornale che aveva raccolto e custodito perché sua madre conoscesse il frutto del suo lavoro e ne potesse gioire.Rimase immobile, impassibile a osservare il so orgoglio e la sua disperazione, entrambi atterra su quel pavimento. Alla visione del volto della figlia su quelle pagine di giornale, la madre alzò gli occhi e la guardò nuovamente con disprezzo. "Sei arrivata al tuo scopo" - disse - con un tono freddo, che gelò ,ancora di più ,Elena, che, ormai, aveva perso ogni speranza di riallacciare un rapporto con la madre. "Sei riuscita ad ammaliare tutti, - continuò-, proprio come quando eri ragazzina. Hai sempre sedotto chiunque abbia avuto la sfortuna di conoscerti. Sei esattamente la strega di qualche anno fa". Davanti a queste parole Elena fu' assalita dalla voglia di piangere, un enorme rabbia le scaturi da dentro, avrebbe voluto prendere a schiaffi la madre ma, con la maturità, di una che ragazzina non era più, raccolse i libri e si recò in camera sua. Giunta lì li adagiò sulla scrivania e corse davanti allo specchio. Guardò il suo volto, nonostante il tempo fosse passato impetuoso,non vi era traccia alcuna del dolore che la vita le aveva riservato, se non nei suoi occhi. Il suo volto continuava ad essere fresco e giovane; guardandolo ebbe l'impressione che volesse ricordarle la sventura di essere bella. Da sempre la madre aveva emulato la sua bellezza per sminuirne la sua persona. Nonostante ora fosse una donna in carriera, apparentemente realizzata, si portava ancora dietro il peso di quegli anni, sentiva addosso lo squallore di quelle parole. La bellezza ancora una volta era un marchio indelebile sulla sua pelle, come una lettera scarlatta, nonostante il suo successo fosse frutto di anni e anni di lavoro e sacrificio.Era rimasta sola al mondo;non aveva voluto uomini per non avvalere i pensieri della madre che, da sempre, le diceva di essere solo una poco di buono, una donna che seduceva tutti, ma ,anche questo, non era servito a far cambiare idea alla madre, che continuava a conservare pensieri troppo vecchi ,distanti anni luce da quelli della figlia. Abbassò lo sguardo e si disse che se avesse lasciato che fosse la madre a scegliere per lei di sicuro non avrebbe fatto carriera , ma forse avrebbe avuto il tanto desiderato affetto materno. Posò il viso sul cuscino e iniziò a piangere, per l'ennesima volta ebbe prova che le idee dividono il mondo, riuscendo anche a spezzare legami apparentemente indissolubili.

(© Rosa Maria )
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