(Questo è un diario che scrivo in preda agli stati d'animo, sono ammessi i "refusi" non le critiche sterili...Questo è il mio mondo parallelo.... Accomodatevi senza far rumore)

L’inchiostro è silenzioso solo il foglio può udirlo. Lui non vede me legge il mio io.
"Scrivere è un bisogno intimo e personale che nasce dal desiderio di proiettare se stessi in una dimensione che non sia solo la propria, ma parte di un contesto universale. Pubblicare, invece, nasce dal bisogno di donare al mondo quella parte di sé che ne è l'anima, o che dovrebbe esserlo, in contesto universale in cui non esiste il singolo ma i molti, in cui il valore principale dovrebbe essere la versatilità del singolo nel multiplo."
E sarò sbagliata, come tutti quelli che hanno osato essere diversi, o semplicemente sono riusciti ad essere se stessi....
L’essere non è altro che la presa di potere del sentire sul pensare…..Ho sempre provato pena per quelle anime che si sono lasciate vivere senza mai viversi....(Rosa Maria)


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domenica 9 dicembre 2012

Al volante dei sogni.


Forse un giorno ci incontreremo ai margini della vita, dove i sogni finiscono e la realtà inizia.
Forse ti ricorderai di quel sogno che abbiamo condiviso, che per un attimo ci ha uniti come fossimo un tutt’uno. Un sogno solo mio per certi aspetti, ma pur sempre un sogno in cui tu sei entrato impetuoso e uscito funesto. Quando mi domandano il perché di tutto quel che faccio rispondo : < la vita mi ha infranto due sogni, i più importanti: avere un padre che mi tenesse per mano e condividere la vita con l’uomo che amavo, ma non ho smesso di sognare.> Il mio sogno ora è diventato solo più grande, cosi ho deciso di trascinarci tutti in quel mondo incantato e fatto di sogni come lo desideravo. Un mondo dove non esistono le differenze, dove per amarsi basta appunto farlo, dove non conta se dietro hai un “bagaglio” un po’ pesante, perché in fondo ogni cosa assume il peso che gli diamo, perché infondo ogni cultura può cambiare, o meglio, migliorare. Occorre tenere le tradizioni ed estirpare le credenze; prima di essere i conducenti della nostra vita, che a volte è come un’auto impazzita e ci fa ritrovare schiantati sull’asfalto, siamo delle persone alla guida di un “mezzo” che non conosciamo, automobilisti di “strada” senza patente. Ho fatto un viaggio all’inverso, un testacoda di quinta ed ho imparato che esiste la prima. Ora so’ che occorre quest’ultima per partire, so’ che basta ingranarla e andare dove si vuole arrivare. Forse un giorno ci rincontreremo ai margini della vita, su di un’autostrada, e ci saluteremo da lontano ognuno sulla propria corsia ma questa volta quella esatta sarà la mia. Anche noi donne impariamo a guidare, nonostante il nostro cuore prediliga sempre le manovre azzardate, ma infondo quella del cuore è sempre l’esatta corsia. Oggi ti dico grazie, per quel pezzo di strada percorso insieme e per avermi lasciata lì , sul ciglio di quella lunga strada che è la vita, perché ho  scoperto di essere  una "farfalla" libera di poter volare al di là di quei limiti sociali che non sei riuscito a oltrepassare.

Rosa Maria

       
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