(Questo è un diario che scrivo in preda agli stati d'animo, sono ammessi i "refusi" non le critiche sterili...Questo è il mio mondo parallelo.... Accomodatevi senza far rumore)

L’inchiostro è silenzioso solo il foglio può udirlo. Lui non vede me legge il mio io.
"Scrivere è un bisogno intimo e personale che nasce dal desiderio di proiettare se stessi in una dimensione che non sia solo la propria, ma parte di un contesto universale. Pubblicare, invece, nasce dal bisogno di donare al mondo quella parte di sé che ne è l'anima, o che dovrebbe esserlo, in contesto universale in cui non esiste il singolo ma i molti, in cui il valore principale dovrebbe essere la versatilità del singolo nel multiplo."
E sarò sbagliata, come tutti quelli che hanno osato essere diversi, o semplicemente sono riusciti ad essere se stessi....
L’essere non è altro che la presa di potere del sentire sul pensare…..Ho sempre provato pena per quelle anime che si sono lasciate vivere senza mai viversi....(Rosa Maria)


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venerdì 6 luglio 2012

Viaggio di ritorno

Quando arriverai non mi troverai ad aspettarti; ti girerai e cercherai il mio viso tra la folla, proprio come si fa quando si arriva ad una stazione, ma io non sarò li.
E’ un viaggio di ritorno, l’ho percorso anch’io tempo fa e non ti ho trovato, non sarò li dunque, ma non per questo, perché è un viaggio da cui si esce solo percorrendo il  tragitto da soli.
Quando arrivai alla stazione avevo un bagaglio molto pesante, ma lo portai con me, senza mai lasciarlo. Era la mia vita.Incontrai ogni sorta di persona.
Trovai dei barboni pronti a derubarmi, ma non sapevano che il mio era un viaggio disperato, e che non avevo un soldo in tasca.
Incontrai gente che voleva darmi un lavoro, ma non sapeva che il lavoro andava retribuito.
La gente nella disperazione o ruba o si accontenta, dunque pensavano che per via del mio bagaglio avrei scelto di accontentarmi. Ma il mio bagaglio era un tesoro, anche se loro non lo vedevano, perché sono i pensieri che fanno la ricchezza di un uomo.
Incontrai uomini convinti che bastasse mettere le mani nel portafoglio per essere amati, ma non sapevano che l’amore è un sentimento no-profit la cui unica moneta di scambio sono le scelte.
Tant’è vero che si ama chi si sceglie ma non si può scegliere chi amare.
Quotarono il mio bagaglio come un’azione in borsa, ma la mia borsa nonostante fosse in calo non si abbassò.
Infine una mattina mi alzai, tolsi le scarpe e iniziai a incamminarmi scalza, sentii la terra sotto i miei piedi e le mie radici ben radicate sotto di essa.
Compresi che per arrivare l’unica cosa di cui avevo bisogno erano le mie gambe. Avrei potuto prendere un passaggio ma non avrebbe avuto senso, avrei potuto indossare delle scarpe non mie ma a lungo andare mi sarebbero calzate scomode.
Ancora sto camminando, scalza ma in piedi.

Quando arriverai, anche tu incontrerai gente di ogni sorta, il tuo bagaglio si riempirà di esperienze e forse capirai il senso di questo viaggio, perché non importa chi si trova all’arrivo, l’importante è non smarrire se stessi durante il tragitto.


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