Recensione:
Angela è la tipica ragazza adolescente divisa tra scuola, amici, amore… Purtroppo, un giorno, la sua migliore amica Maria le confida una terribile verità: ha l’Aids. Una scelta di un secondo che le ha cancellato la vita. Angela non si raccapezza e non sa come reagire alla notizia che la sua migliore amica è destinata a morire senza quasi nemmeno aver iniziato la vita. E ciò accade in una tetra mattina di agosto. Per caso, Angela trova un quaderno scritto dalla sua amica, contenente le ultime parole scritte da Maria, prima di andarsene. Per Angela è un colpo durissimo, da non credere. Gli amici cercano di starle vicino, confortarla, ma il dolore è davvero insopportabile. Una sola cosa può farla star meglio: affrontare una volta e per sempre quella terribile malattia che le ha portato via Maria. Decide di traferirsi a Roma e di fare la volontaria in un centro per malati di Aids. Non è nemmeno maggiorenne ma decide di rischiare, di dare un senso alla propria esistenza, d’esorcizzare la paura che la sta divorando all’interno. Gli amici e i genitori la sostengono, nonostante siano preoccuparti per lei, ma proprio questa libertà la porterà a maturare, a vedere le cose da una prospettiva diversa, a formarla e a farle compiere la scelta più importante della sua vita: studiare medicina. Non sarà facile, ma con l’aiuto di persone che incontrerà sul suo cammino, Angela potrà provare a dare un senso alla sua vita e forse a pensare a Maria senza la tristezza che l’accompagna da quel maledetto giorno…
Con Il quaderno dei ricordi (Aletti, 2011), Stella Ada Rossetti si avventura su un terreno minato e insidioso. Sarebbe molto più facile proporre l’ennesima storiella d’amore o qualche vicenda riguardante vampiri et similia, invece sceglie un argomento complicato e difficile. Il grande tatto di questa giovane scrittrice ha saputo aggirare l’ostacolo regalandoci un libro colmo d’emozioni contrastanti che farà riflettere. Consigliato.
Roberto Baldini
Nota d'autrice:
La protagonista di questo romanzo si chiama Angela, ha quindici anni e il suo unico difetto è quello di vivere di sole e stupide illusioni. Vede il mondo tutto a colori, senza neanche una piccola sfumatura di nero. Tutto questo però un brutto giorno cambia, proprio durante una serata tra amiche, Maria la sua unica amica le confida il suo terribile segreto, e cioè quello di aver contratto l'HIV tramite un rapporto non protetto avvenuto tempo addietro con un ragazzo da poco conosciuto. Questa confidenza, scatena in Angela un sentimento di odio, di rifiuto ed è in questo preciso istante che entra in gioco l'egoismo da parte sua. Perché invece di prendere in mano le redini di questa situazione decide di ignorare quasi completamente l'unica persona di cui fino a quel momento si era interessata e scappa. Questo, evince quindi quanto noi individui, adulti e giovani non riusciamo a oltrepassare le difficoltà, ma piuttosto decidiamo immediatamente di fare un passo indietro o, addirittura scansiamo il problema riportandocelo dietro poi negli anni sempre, comunque e ovunque. Solo dopo la morte dell'antagonista Angela comincia a reagire. Questo ci fa capire infatti quanto un aspetto traumatico possa aiutare un ragazzo, ma anche ad un adulto a crescere e quindi a migliorarsi.
Perché l'ho intitolato Il quaderno dei ricordi, piuttosto che il diario dei ricordi. Questa è di sicuro una domanda che vi starete ponendo nella vostra testa adesso. In questo libro non vi troverete delle date, non è scritto sotto forma di diario e quindi non sono delle memorie. Il titolo nasce dal fatto che Angela scrive sempre nel suo quaderno le proprie impressioni, le sue paure riguardanti il mondo che le circonda. Inconsciamente ho personificato il quaderno. Aspetto particolare questo, perché solitamente la personificazione la ritroviamo all'interno di una collana di poesie e raramente in un romanzo.
E' un libro adatto sia a grandi che a piccini e fa riflettere molto.


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