L’inchiostro è silenzioso solo il foglio può udirlo. Lui non vede me legge il mio io.
"Scrivere è un bisogno intimo e personale che nasce dal desiderio di proiettare se stessi in una dimensione che non sia solo la propria, ma parte di un contesto universale. Pubblicare, invece, nasce dal bisogno di donare al mondo quella parte di sé che ne è l'anima, o che dovrebbe esserlo, in contesto universale in cui non esiste il singolo ma i molti, in cui il valore principale dovrebbe essere la versatilità del singolo nel multiplo."
E sarò sbagliata, come tutti quelli che hanno osato essere diversi, o semplicemente sono riusciti ad essere se stessi....
L’essere non è altro che la presa di potere del sentire sul pensare…..Ho sempre provato pena per quelle anime che si sono lasciate vivere senza mai viversi....(Rosa Maria)

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venerdì 3 luglio 2015
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il tempo della Resa
Berbenismo.
E' semplice giudicare una donna dall'abito che porta,come lo è pensare di poterci provare solo per il fatto stesso che lo indossa. I fatti di cronaca continuamente fanno entrare nelle nostre case casi di inaudita violenza, fisica e psicologica..in oriente,come in occidente. Casi di donne stuprate perché ritenute provocanti,casi di donne lapidate perché ritenute adultere (in realtà donne innamorate costrette a matrimoni di interesse)..Le mie foto un po' più osé non hanno l'obbiettivo di provocare, bensì quello di essere una provocazione contro la visione sterile che il mondo ha della donna..la femminilità non va ostentata ma neanche nascosta..la bellezza non va mortificata, in oriente con un velo e in in occidente con un velo pietoso di perbenismo che ci rende ciechi e ci fa giustificare VIOLENZE, fisiche e psichiche, CHE APPARTENGONO ALLA NATURA DELL'UOMO E NON ALLA FEMMINILITA' DELLA DONNA.
Posto di seguito la foto e la discussione che ne è scaturita. in fine il mio ultimo commento in risposta:
lunedì 29 giugno 2015
al mio amore
E' strano l'amore si consuma tra quattro mura ma i rapporti rimangono spesso appesi a un filo,come i discorsi al telefono,le conversazioni in chat, gli sms. Consumiamo milioni di parole e alla fine ci amiamo in silenzio, che lo facciamo in un letto o da dietro lo schermo di un pc non cambia il fatto che il linguaggio dell'amore è silenzioso e udito solo dagli stessi amanti. Ci stiamo amando anche ora da due capi opposti del mondo: io sto scrivendo e tu mi stai leggendo.
"Abc bca" , all'alfabeto degli amanti non occorre un linguaggio fluido e scorrevole, nessuna regola,nessuna grammatica..nessun lettore in tre lettere ripetute e buttate a caso può scorgere un significato, se non l'autore stesso e il destinatario dall'altro lato.
Elsa e il mistero del disincanto.
Le fatine e gli elfi che abitavano nel villaggio erano molto laboriosi, ma anche paurosi, trascorrevano le loro giornate a curare il giardino e il lago incantato. Un tempo lontano i primi abitanti del villaggio erano abili maghi, si narrava che fossero stati proprio loro a rendere la valle incantata, difatti lì il sole non tramontava mai e il buio era a tutti sconosciuto. Nella valle incantata non esistevano le stagioni; il tempo scorreva immutato, da anni ormai non si cresceva né si invecchiava, non vi erano nascite né morti.
Le fatine e gli elfi erano bicentenari ma ignoravano il fatto stesso di esserlo.
Le giornate passavano sempre uguali, il sole non tramontava, la pioggia non cadeva e i prati erano sempre in fiore. Le fatine e gli elfi più piccoli si divertivano a sguazzare dentro il laghetto incantato e a svolazzare tra i girasoli. Elsa era una fatina birichina e curiosa, da sempre sognava il disincanto, non poteva pensare di passare tutta la vita senza crescere, né scoprire il mondo al di là del confine.
Pensava che l'incanto stesse più nell'infinito che nei limiti che da sempre circondavano il suo villaggio.
La mamma di Elsa si preoccupava per quella figlia con strani grilli per testa, a nessun altro erano mai venuti in mente simili pensieri, cosi cercava di sopprimere la sua curiosità, trovando assurde spiegazioni ad
ogni sua domanda che scaturiva da questa.
Un giorno Elsa, decisa a scoprire cosa c'era oltre il confine,si allontanò cercando di non dare nell'occhio.
Giunta davanti la stradina tortuosa si fece coraggio e iniziò a incamminarsi. Man mano che si incamminava iniziò ad avvertire sulla sua pelle una strana sensazione, era solo il freddo ma lei non lo conosceva, addentrandosi cominciò a non vedere più bene la strada che aveva davanti, era il buio ma lei non lo sapeva. Ebbe un po' paura ma, decisa com'era di scoprire il disincanto, proseguì senza sosta.
Neanche la pioggia si fece attendere molto, a un certo punto Elsa si sentì bagnata, ma non stava facendo il bagno nel lago, né vi era un elfo birichino che le stava schizzando dell'acqua.
“Che sarà mai?” - pensò tra sé e sé. - “Il disincanto non ha nulla di affascinante. Ho percorso tutta questa strada per non vedere quella che ho davanti e per bagnarmi senza poter sguazzare dentro un bel laghetto.”- Si disse. -
A un certo punto dopo tanto camminare vide una grotta . Rimase qualche istante a fissarla e poi decise di aprire la porta. Appena l'ebbe aperta vide la luce e avvertì nuovamente la sensazione di caldo, difronte a lei su un tronco che fungeva da sgabello c'era un anziano signore.
<< Chi va là?>> disse questo.
Elsa indietreggiò un attimo per la paura, ma poi rispose:
<< mi chiamo Elsa e sono una fatina del villaggio ai piedi di questo monte.>>
<<Ti aspettavo >> - disse il vecchio Elfo-. << Da decenni nessuno degli abitanti del villaggio ha il coraggio di andare oltre il sentiero. Tu perché lo hai fatto? >> continuò.
<< Ero curiosa di conoscere il disincanto.>> rispose Elsa
<< E come ti sembra? >> domandò il vecchio elfo.
<< Non come lo avevo immaginato. Qui non c'è il sole e la strada è piena di sassi e di rami che impediscono di camminare. Non posso neanche volare, le mie ali potrebbero impigliarsi tra i rami troppo fitti e senza il sole farei fatica a liberarmi. >> rispose
<< Bene. Questo è il disincanto. Lo hai descritto in maniera impeccabile: non vedi la strada che hai davanti e hai l'impressione di non poter volare. Eppure sei arrivata fin qui. E sei anche cresciuta. Guarda questo è uno specchio, come un lago riflette la tua immagine.>> Disse il vecchio Elfo.
<< Oh come sono diversa! >> esclamò Elsa. << Di certo appena tornerò al villaggio la mamma e gli altri non mi riconosceranno. Non mi sarei mai dovuta avventurare oltre il sentiero. Ora non so se ritroverò la strada di casa, né se potrò far ritorno al villaggio, gli altri abitanti non riconoscendomi più potrebbero non farmi entrare. Avevano ragione: il disincanto è il male. >>
<< E' qui che ti sbagli.>> - rispose il vecchio elfo - << La strada che hai davanti non è mai più lunga dell'ambizione alle tue spalle. Puoi tornare sui tuoi passi quando vuoi, cosi come puoi scegliere di non farlo mai. Tutto dipende da cosa cerchi e da cosa per te è importante. Puoi vivere in piccolo e sognare in grande, il cammino è solo una strada, e questa è la stessa che ti lasci alle spalle e che non vedi davanti. La strada è futuro e passato, il cammino è il presente. Nessuno di noi può sapere cosa c'è oltre il sentiero, ma ognuno di noi sa cosa si lascia indietro. Il disincanto non è cosi male come ti sembra. Se non ti fossi allontanata dal villaggio non avresti mai visto il sentiero che hai dentro. Crescere significa incontrare sé stessi, attraversare il buio e ritrovare la luce. Seguimi.>> disse
Elsa lo seguì ma non capì dove era diretto,perché davanti a loro non vi era altro che un muro.
<<Lo vedi questo muro?>> - disse il vecchio elfo- << Non tutti nella vita sono capaci di attraversarlo. Tu sapresti andare oltre? E come? >> chiese
<< Non mi sembra tanto difficile>> - rispose Elsa- <<Ha mica dei colori in questa specie di grotta? >> continuò.
<< Certo che sì. >> - rispose il vecchio elfo- << Sono nella scatola accanto a te. Prendili. >> Elsa prese i colori e disegnò un arcobaleno:
<<Questo è un arco, proviamo a passarci dentro.>> disse
<< Bravissima. >> - rispose il vecchio elfo - << “Questo non è solo un arco, ma è un arcobaleno, viene subito dopo la pioggia. Di certo lo vedi per la prima volta. E' la magia del disincanto: sono i colori che hai dentro a indicarti la strada e ad aprirti una porta. Prima che tu vada via mi sembra giusto presentarmi: io sono l'Esperienza, tutti mi cercano ma allo stesso tempo mi temono. Io segno e insegno. Dall'incontro con me nessuno torna mai più lo stesso. Ora vai, di certo ti staranno aspettando.>> concluse l'elfo.
giovedì 21 maggio 2015
Il desiderio bruciava l'amore; l'amore alimentava il desiderio.
mercoledì 20 maggio 2015
Muro
Mio padre costruiva case, da piccolina adoravo i muri, vederli nascere cosi dal nulla mi sembrava qualcosa di straordinario. Da grande ho iniziato a odiarli, ho capito che erano loro a imprigionarci. Hai mai pensato a quanti muri ha la nostra mente? Vengono su cosi dal nulla e ci imprigionano, sono altissimi, scavalcarli è difficile, per alcuni addirittura è impossibile. Fortunatamente per me sono riuscita a oltrepassarli, ma come ti ho già detto mio padre costruiva muri, dunque conoscevo alcuni piccoli trucchi per abbatterli. Una volta mi spiegò che per vedere al di là bastava aprire una finestra, allora negli anni ci sono riuscita, ho aperto una finestra sul mondo e mi ci sono affacciata. Tornando al fatto che non mi accontento mi sono ostinata a parlare con un muro..e quel muro sei tu. All'inizio credevo che bastasse aprirti una finestra sul mio mondo per portare un po' di luce nel tuo (non ridere..tutte le poetesse sono romantiche.) che mi sembrava un po' buio..poi con il tempo scavalcare il muro non è più stata una semplice sfida,perché questo muro ha iniziato ad avere il suo valore e il suo significato..Era un muro, è vero..ma era pur sempre un muro sul quale potevo scrivere. Da bambina ero solita andare in cantiere da mio padre, mi sono fatta una vera e propria cultura sui muri...A un certo punto mi sono resa conto che il muro di cui prima, sempre tu cioè, stava diventando una specie di muro portante..al centro della mia vita..mio padre ai tempi mi spiegò che in una casa i muri portanti non si potevano abbattere..o la stessa sarebbe crollata..a questo punto capirai che ho iniziato a intravedere le crepe al soffitto..e poi quelle alle pareti..e ho capito,che finché ero in tempo, dovevo rivedere il progetto... Cosi mi sono letta dentro..e ho capito che cercavo un muro portante e che tu non potevi esserlo. Mi sono spinta troppo oltre..e ora devo fermarmi o rischio di schiantarmi. Insomma non posso parlarti continuamente...e anche la lettera per il tuo compleanno non va bene..occorreva un semplice auguri...e niente regalo..già il fatto che io senta la voglia di comprare un regalo non va bene. Nessuna relazione senza impegno dovrebbe durare più di 4 settimane..questa è l'idea che mi sono fatta..e già da un po' sono sul punto di mettere la retromarcia e cambiare rotta..ma ogni volta che ho cercato di farlo ti vedevo triste e cosi mi dicevo sosta ancora due minuti..che vuoi che siano 2 minuti..ma i minuti passano e sono già diventati mesi..minuto dopo minuto.. e non posso rimanere davanti a un muro.. Dunque giunta a questo punto mi sembra giusto parlarci come due persone che prendono direzioni diverse,per forza di cose..per bisogni diversi..senza rancore e senza rinfacciarci cose stupide,come il fatto che tu sei per me un muro e l'insorgere dei miei bisogni per te un problema...







